BUSTO ARSIZIO – «Illuminazione insufficiente? Il rimedio c’è, spendendo di più. A gennaio ci sarà la prova di aumento dell’intensità di luce, ma sappiamo già che inciderà dai 150 ai 200 mila euro all’anno. Verificheremo se sarà il caso di farlo». Il sindaco Emanuele Antonelli ha risposto così all’interrogazione di Busto al Centro sulle carenze della “nuova” illuminazione pubblica gestita da A2A. «Dai controlli fatti, stanno facendo il loro, poi che non sia abbastanza ce ne siamo accorti tutti» le parole del primo cittadino.
I test sull’intensità dei Led
Sono attese nelle prossime settimane le prove di “dimmerazione”, ovvero la regolazione dell’intensità della luce prodotta dai lampioni a Led dell’illuminazione pubblica, da tempo nel mirino delle critiche in città per la percezione di scarsa intensità della luce generata sulle vie e nelle piazze. Di certo c’è già il conto, fatto pervenire dal gestore A2A, dell’eventuale aumento del livello di luce dei lampioni: «Tra i 150 e i 200mila euro all’anno». Lo ha rivelato il sindaco Antonelli nel corso del dibattito sul bilancio in consiglio comunale. È la somma che il Comune di Busto Arsizio dovrebbe riconoscere alla compagnia che si occupa di illuminare la città nel caso in cui si decidesse di aumentare l’intensità della luce a Led.
Le risposte a BaC
Per rispondere ai dubbi espressi da Gianluca Castiglioni, capogruppo di Busto al Centro, sull’appalto dell’illuminazione pubblica, il sindaco ha rivelato che i lavori di restyling previsti dal contratto di project financing «sono stati ultimati, ma A2A ha l’onere di continuare a fare manutenzione». Ed è questo il motivo per cui in città si vedono ancora i pali arancioni che segnalano la sostituzione dei lampioni: «Finora hanno sostituito 7-8mila pali su 11mila e man mano che si rende necessario intervengono per ulteriori sostituzioni». Nel frattempo si è scoperto anche che «il contenzioso con A2A si è concluso», con il Tar che ha dato ragione al Comune di Busto: «Ci ha riconosciuto 210mila euro di penali».
I dubbi di Cascio
E in questa fase, ha fatto sapere il sindaco, «sono state eseguite le prove, i sopralluoghi e le verifiche sui livelli di luce», dato che «c’è un minimo da contratto e per legge» che i lampioni devono garantire. Ma «i controlli per ora hanno dato esito positivo – ha aggiunto Antonelli – significa che stanno facendo il loro dovere. Poi che non è sufficiente ce ne siamo accorti tutti, ma a gennaio verificheremo se è il caso di aumentare l’intensità». Risposte che hanno sollevato le critiche del consigliere del centrosinistra Santo Cascio: «Non mi piace il messaggio che passa, aumentare l’intensità di luce calcolando i costi. Ma se i costi saranno un impedimento a migliorare la sicurezza facciamo una magra figura. Perché se spengo le luci, lo so che risparmio ma poi conto i morti. Se serve, il bilancio deve trovare le risorse per dare priorità alla sicurezza».
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