LEGNANO – Iniziative per permettere di mantenere l’abitazione in affitto come accordi con i proprietari, mobilità verso alloggi a canone calmierato e contributi economici; aiuti ai nuclei familiari in condizione di morosità incolpevole; un fondo per l’accesso e il mantenimento dell’abitazione in locazione a favore di chi si trova in difficoltà nel pagamento di canoni e spese condominiali. Sono alcune delle misure inserite nel Piano triennale dell’offerta abitativa 2026-2028 nell’ambito Alto Milanese.
Altre misure previste sono partnership e sinergie sia con privati che con Enti del Terzo settore, per valutare possibili aiuti alternativi e sviluppare nuove forme di supporto, e il coordinamento con Aler al fine di valutare iniziative specifiche, quali bandi ad hoc e bandi per alloggi assegnati secondo la normativa del canone concordato (nella tabella in alto, i canoni medi d’affitto intorno a Milano in base alle rilevazioni dell’OCA-Osservatorio casa abbordabile).
Riunione dell’Assemblea dei sindaci
OFFERTA ABITATIVA ANNO 2026 NELL’ALTOMILANESE

Nb: UI, U.I. = unità immobiliari; N.C. (quinta colonna) = “Nota di categoria”, immobili soggetti a vincoli storico-artistici o paesaggistici. Fonte: Aler
Il piano è stato messo a punto nella riunione dell’Assemblea dei sindaci dell’ambito territoriale sociale Altomilanese lo scorso 22 dicembre. Come si legge nello stesso documento, esso «persegue l’obiettivo prioritario dell’integrazione delle politiche abitative con le politiche territoriali e di rigenerazione urbana, le politiche sociali, le politiche dell’istruzione e del lavoro dei Comuni. A tal fine, il piano si integra con le politiche territoriali previste dai Pgt dei Comuni e, in particolare, con le disposizioni contenute nei documenti di piano e nei piani dei servizi, nonché con il corrispondente piano di zona in relazione alle politiche sociali».
I comuni nell’ambito sono Arconate, Bernate Ticino, Buscate, Busto Garolfo, Canegrate, Castano Primo, Cerro Maggiore, Cuggiono, Dairago, Inveruno, Legnano (capofila), Magnago, Nerviano, Nosate, Parabiago, Rescaldina, Robecchetto con Induno, San Giorgio Su Legnano, San Vittore Olona, Turbigo, Vanzaghello e Villa Cortese in quanto proprietari degli alloggi destinati all’offerta pubblica e sociale; ad essi si aggiungono Aler in qualità di proprietario di alloggi di Servizi abitativi pubblici ed eventuali Enti del Terzo settore e soggetti terzi coinvolti.
Collaborazione con Aler e un tavolo tematico

L’analisi dei dati svolta dal Piano di Zona Alto Milanese evidenzia come «non sempre la percezione di fenomeni sociali sia validata dalla specifica realtà fattuale. L’ambito infatti appare attivo su più fronti fra cui: utilizzo di misure economiche, regionali e non, per sostenere le questioni abitative; adesione a tutti i programmi di Regione inerenti ai sostegni alle locazioni utilizzando i fondi destinati e coprendo un ampio bacino di utenza; programmazione dell’offerta abitativa annuale e triennale, cercando di far fronte all’evoluzione del fenomeno affrontandolo sia dal punto di vista politico che tecnico; progetti di riqualificazione urbana come ad esempio il Pinqua, anche nell’ottica di implementare forme di servizi abitativi sociali; progetti di sperimentazione inerenti nuove figure professionali, come i custodi sociali/community manager, che possano favorire la conoscenza delle diverse realtà e garantire una maggiore prossimità dei servizi; progetti di accoglienza in fase anche emergenziale come avvenuto a seguito del conflitto in Ucraina; rimodulazione dell’agenzia per l’abitare per far fronte alle nuove esigenze del territorio».
«Nonostante le criticità dettate da caratteristiche eterogenee dell’ambito, sia geografiche che demografiche – si legge nelle conclusioni del piano – e le numerose sfide che i diversi Comuni affrontano ogni giorno, appare evidente l’elemento cardine di tutti gli interventi, condiviso dai comuni associati: la volontà nel ricercare un nuovo modello gestionale inclusivo che utilizzi strumenti per garantire il benessere sociale, come indicato dal Pnrr. All’interno del territorio emergono iniziative innovative che, se estese, potrebbero portare alla creazione di nuovi spazi operativi e quindi alla valutazione di proposte abitative alternative.
«In questi anni infatti la collaborazione tra il Comune capofila (Legnano) e Aler ha portato ad una migliore organizzazione ad esempio di bandi a canone concordato, partnership estesa poi anche al Comune di Canegrate. Appare lungimirante anche l’organizzazione del tavolo tematico sull’abitare che vede la partecipazione di diversi soggetti, sia pubblici che privati, affinché si creino nuove sinergie per la gestione del problema abitativo».
Stefano il primo nato del 2026 a Legnano. A Magenta, 2025 chiuso con due gemelli
