Imprenditore ucciso nel Milanese, presunti autori in carcere dopo 5 anni

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Due persone sono state arrestate in esecuzione di fermo per indiziato delitto, per l’omicidio di Giuseppe Giuliano. L’uomo fu freddato in un agguato a Basiglio, nel Milanese, nel febbraio 2019. Il suo sembrava essere destinato a diventare un cold case, che è stato però risolto con una accelerazione delle indagini negli ultimi mesi, da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Milano. A finire in carcere sono stati Davide Milazzo, 62 anni, e Francesco Romeo, di 74, tutti e due residenti a Rozzano (Milano), e il primo in qualità di autista, il secondo armato di calibro 7.65. 

Il delitto e la preparazione

Erano circa le sette e trenta del mattino del 25 febbraio di cinque anni fa quando Giuliano, imprenditore edile, era a bordo del suo furgone, fuori dal cancello di un cantiere in via Cascina Vione a Basiglio. Stava parlando al telefono con un suo operaio, in attesa di entrare nell’area, quando il killer sbucò fuori da un cespuglio e fece fuoco, colpendolo alla testa e al collo. Inutili furono i tentativi dei medici dell’Humanitas di salvargli la vita. L’autore dell’agguato mortale era poi fuggito con il complice a bordo di una renault twingo rossa, data immediatamente alle fiamme. Nel tempo emerse che la vettura era stata rubata ben otto mesi prima a Pieve Emanuele da altre due persone già finite a processo per quel reato, e che per evitare di essere ripresi i due arrestati avevano manomesso le telecamere di sorveglianza lungo il tragitto.

Le indagini

Convocati per essere risentiti nell’ambito di un fascicolo di inchiesta che da troppo tempo non portava elementi nuovi, i carabinieri coordinati dalla Pm di Milano Rosaria Stagnaro hanno colto le contraddizioni nelle dichiarazioni di uno dei due indagati, di fatto divenute in poco tempo auto accusatorie. Il provvedimento emesso ieri scaturisce da una progressione investigativa che ha consolidato  le risultanze di un’articolata e complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura di Milano in seguito all’agguato ai danni dell’imprenditore campano. Le investigazioni dei Carabinieri hanno consentito di ricostruire l’intera progressione dell’iter che ha portato al delitto, tra cui almeno 6 sopralluoghi finalizzati a studiare tempi e zone di interesse e contestualizzare il circuito in cui maturava l’omicidio.

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