OLGIATE OLONA – Roba da non credere: rimettono in piedi la storica società di calcio di Olgiate Olona, l’Asco. Nel giro di un anno vincono il campionato, contro ogni aspettativa, riaccendono l’entusiasmo del paese, che torna ad avere una squadra di calcio, ma adesso dovranno andare a giocare a Gorla Minore. Cioè, proviamo a dirlo in una frase: l’Asco non giocherà sul campo Comunale di via Diaz e dovrà andare in esilio forzato.
L’amaro in bocca
Quando un anno fa un gruppo di appassionati di questo sport ha deciso di rimettere in piedi l’Asco, la mitica società di calcio dove hanno giocato generazioni di olgiatesi, in pochi erano pronti a scommettere che l’avventura sarebbe partita a cento all’ora. Invece la squadra ha risposto sul campo vincendo il campionato di Terza categoria. Un’impresa. Anche se qualcuno in società disse subito: «Il vero miracolo sarà poter giocare al campo sportivo di Olgiate».
Sempre fuori casa
Già, perché al Sergio Gambini (notare, il campo porta il nome di una colonna dell’Olgiatese Calcio) gioca una realtà ibrida, un po’ Olgiate Olona e tantissimo Fagnano Olona. La richiesta fatta però dalla società Asco è sta quella di condividere il terreno di gioco per le partite in casa in campionato: ovvero, una domenica gioca l’Asd Valle Olona e quando questa va in trasferta l’Asco. Insomma, i margini per la convivenza ci sarebbero. Lo dimostrano Inter e Milan per San Siro, possibile che la cosa non sia realizzabile su un campo di periferia “dell’arte pedatoria”?
Rimediare alla questione è un obbligo morale
Pare che la proposta sia sta respinta dalla società Fagnan-olgiatese e che il problema, una volta giunto sui tavoli di Villa Gonzaga, non sia stato risolto. Insomma, l’Asco si prepara ad affrontare un intero campionato in trasferta. Con un vivaio che supera i 100 ragazzi qualcuno ci deve spiegare il senso.
Eppure, al momento di festeggiare la promozione in Seconda categoria le istituzioni locali si sono cimentate in sperticati elogi nei confronti della società, di chi ha dedicato tempo al progetto e via e via e via con una sfilza di parole buone per evenienze del genere. Frasi che alla luce della situazione che si è venuta a creare si sono rivelate come la più classica delle pacche sulla spalla e… chi si è visto si è visto.
Una cosa è certa, la rinata Asco ha i cromosomi per affrontare l’esilio. però è bene dire che se non trova un rimedio, il rischio per qualcuno è di rimediare una brutta figura.
