“IN Valbossa APS” con il motto Arte, Cultura & Convivio

valbossa adalisa pedrazzi
Valbossa IN rosa per la prevenzione dei tumori

Adalisa Premazzi è la Presidente di “IN Valbossa APS”, un’associazione che dal 2020 anima il territorio della Valbossa con uno spirito unico, riassunto nel motto: Arte, Cultura & Convivio. Il suo impegno, insieme a quello di tutti i volontari, ha creato una rete di solidarietà e partecipazione che tocca decine di comuni.

Presidente Premazzi, è un vero piacere averla con noi. Partiamo dall’inizio: ci racconta cos’è “IN Valbossa” e come è nata la vostra storia?

“L’Associazione di Promozione Sociale “IN Valbossa APS” nasce nel 2020 proprio qui, nel territorio della provincia di Varese. Il nostro motto, Arte, Cultura & Convivio, racchiude le tre anime che ci guidano. C’è una piccola curiosità: è la preposizione “IN” a definirci, perché “IN questo territorio” desideriamo non solo fare cultura, ma anche fare comunità e fare rete su tematiche sociali. Le nostre iniziative sono tante: da Valbossa IN Rosa a Valbossa IN Maschera, dalle mostre d’arte con Valbossa IN Mostra al volontariato di ValbossaINsieme, fino al palio ludico, il BOSSALITO, e al gruppo Amici delle Piane per la valorizzazione del nostro patrimonio locale”.

Tra le vostre tante iniziative, Valbossa IN Rosa è forse la più conosciuta. Sappiamo che ha un’origine molto personale, nata in ricordo di Cinzia e Ilaria. Adalisa, ci può parlare dell’ispirazione che ha dato vita a questo progetto e della sua incredibile crescita?

“È vero, Valbossa IN Rosa è la nostra manifestazione di punta e ci ha fatto conoscere oltre ogni aspettativa. Tutto è partito nel 2019, con un progetto dedicato al ricordo del sorriso di Cinzia e Ilaria. All’inizio erano pochi eventi locali, ma l’idea di sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno ha toccato il cuore di tanti. Da una decina di Comuni che ci patrocinavano, siamo arrivati oggi a un numero record di 34 Amministrazioni che sostengono la settima edizione del 2025. È stata una crescita emozionante e continua”.

Presidente, conosciamo bene il suo impegno e quello dell’associazione sul territorio, un legame forte e costante. Cosa vi muove in questa relazione così profonda con la comunità locale e qual è il valore che sentite di portare?

“Partendo da Azzate, il nostro desiderio è animare e dare voce a tutta la Valbossa e anche oltre. Crediamo fermamente nella collaborazione: lavoriamo insieme ad associazioni come SOS della Valbossa, Runners Valbossa, la Mutua sanitaria e molte altre realtà locali. Abbiamo un rapporto speciale con le scuole, dall’infanzia fino alle medie. Con Valbossa IN Rosa promuoviamo un autunno ricco di appuntamenti per diffondere la cultura della prevenzione. Il nostro messaggio è di speranza: con un atteggiamento positivo e una prevenzione tempestiva, il tumore si può vincere INsieme!”

Avete raggiunto risultati straordinari, raccogliendo oltre 60mila euro che si sono trasformati in aiuti concreti. Adalisa, guardando a questi anni di intenso lavoro, quali sono i traguardi che la rendono più orgogliosa?

“La raccolta fondi ci riempie di orgoglio per ciò che rappresenta. Oltre 60mila euro si sono trasformati in centinaia di visite senologiche gratuite, donazioni ad altre associazioni oncologiche e un contributo all’Istituto Besta. Abbiamo donato una poltrona tecnologica all’ASST Sette Laghi e offerto 200 ecografie al seno alle donne di 22 Comuni. Ma il traguardo più significativo è la sensibilizzazione: vedere che tanti Comuni hanno iniziato a organizzare autonomamente eventi sulla prevenzione ci dice che il nostro “pungolo” è servito. Di questo siamo davvero fieri”.

Il vostro “brand” rosa è ormai un simbolo riconosciuto di positività. Proiettandoci nel futuro, quali sono i sogni e gli obiettivi che lei e IN Valbossa avete per i prossimi anni?

“Oggi raggiungiamo un bacino di oltre 100.000 persone. Per il futuro, la nostra visione si allarga: vogliamo toccare anche tematiche di prevenzione maschile e di benessere generale, sempre con un forte impatto locale. L’obiettivo resta quello di fare rete, non solo tra le Amministrazioni ma soprattutto tra le Comunità, creando una vera fratellanza sociale dove beneficenza e socialità camminano insieme”.

Un ragionamento molto concreto e lungimirante. E per finire, Adalisa, qual è la Lombardia che vorrebbe?

“Il Terzo settore è una risorsa preziosissima, ma spesso è imbrigliato in una burocrazia pesante che può scoraggiare i volontari. Tra statuti, rendicontazioni e tasse, siamo costretti a diventare “esperti contabili”. Senza di noi, molte aree sociali, culturali e assistenziali semplicemente non esisterebbero. Ecco, la Lombardia che vorremmo, e che comunque amiamo, dovrebbe essere più vicina a chi opera sul campo. Non basta la presenza delle autorità: serve meno burocrazia e minori difficoltà amministrative, per permetterci di dedicare più energie al bene comune e meno alle carte”.

Grazie infinite, Presidente Premazzi, per aver condiviso con noi la vostra storia e il vostro instancabile impegno. È un esempio luminoso di come si possa davvero fare la differenza.

Posta elettronica:lombardiachevorrei@gmail.com

valbossa adalisa premazzi – MALPENSA24

 

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