MARNATE – Tra qualche assenza importante e presenze istituzionali che faranno discutere, si è consumato, attorno a un desco di una nota trattoria marnatese – salumi e risotto – il primo congresso del nuovo maxi circolo di Fratelli d’Italia Sud Olona.
Calamari in Valle Olona
Il congresso si è tenuto ieri sera, giovedì 20 febbraio. A guidare questa sezione che conta 5 comuni e cuba 35 mila abitanti (mica pizza e fichi) sarà Luca Calamari, marnatese e consigliere comunale nell’amministrazione guidata da Marco Scazzosi. Sindaco presente, insieme all’inossidabile Celestino Cerana, per dovere istituzionale e per amicizia personale. E non importa se in Forza Italia c’è chi storce il naso: l’amicizia non ha colori politici. E poi sempre centrodestra è. Fino a prova contraria.
Ma più della presenza del sindaco forzista fa rumore il numero dei militanti di questo nuovo maxi circolo: c’è chi dice 16, chi si spinge a 19. La realtà? Meno di 20 tessere. Possibile? Eppure la Valle Olona nel recente passato è stato un presidio importante per l’area politica della destra.
Al di qua e al di là dell’Olona c’erano circoli non per ogni paese, ma quasi. E punti di riferimento certi e ben identificabili. Basti pensare, ad esempio, a Marco Airaghi. Oppure a Lorenzo Pisani da tempo un po’ ai margini e ieri nemmeno presente. Ma anche a Sandro Bonfanti (evergreen e ancora in campo). Ma anche a Maurizio Pacchioni di Olgiate Olona (ieri assente). Non solo.
Il circolo Sud Olona riunisce 5 comuni (Olgiate Olona, Solbiate Olona, Marnate, Gorla Maggiore e Gorla Minore). Di questi, tre sono governati dal centrodestra unito (Gorla Maggiore, Gorla Minore e Marnate) e Fratelli d’Italia esprime un sindaco: a Gorla Maggiore con Pietro Zappamiglio. Insomma ci sarebbe tutto per avere un numero di tessere ben superiore alle due decine.
E quindi perché pochi iscritti? Nessuno risponde a microfoni accesi. A taccuini chiusi diversi mettono le ragioni sul tavolo. C’è chi parla di una concreta fatica a far iscrivere la gente al partito: «Votano Giorgia Meloni, ma non si vogliono legare con una tessera»; chi parla «delle vecchia guardia che non riesce più a intercettare forze nuove (al plurale)».
E poi c’è chi va dritto dritto al cuore: «La sensazione è che siamo un partito con il 30% dei consenti, ma con ancora un dna da 3%». Tradotto: chi ha in mano le redini del territorio non molla perché il “Siamo solo noi” non è solo una hit di Vasco, ma a volte la soluzione per stare più a lungo sulle cresta dell’onda o difendere il proprio orticello.
Vero? Illazioni? La realtà dice che le tessere sono poche (anche a Fagnano e anche a Cassano). Nell’anno in cui a livello provinciale è stato sfondato, per la prima volta, il muro dei 1.000 militanti. Fratelli d’Italia vive (e soffre) una serie di contraddizioni, che probabilmente fanno parte del preventivo di crescita.
E la Valle Olona non difetta dalla doppia lettura. Luca Calamari, ad esempio, è giovane e potenzialmente uno della nouvelle vague. Così anche Federico Fasolino e Flavia Di Bello. Toccherà a loro e alle loro squadre, per ora non numerose, smentire le tesi di cui sopra e dare al territorio circoli che rispecchino quella forza che, al momento, il partito dimostra su scala nazionale.
Fagnano c’è Fasolino
Congresso anche a Fagnano Olona dove Federico Fasolino è stato acclamato alla presenza dei big di partito. Qui ieri sera erano presenti l’europarlamentare Mario Mantovani, l’assessore regionale e vice presidente provinciale Francesca Caruso (che poi è andata anche a Marnate) e il consigliere regionale Romana Dell’Erba. In sintesi tutte le anime dei Fratelli.
Anche Fagnano non brilla per numero di tessere: 11. Una in più del minimo stabilito per dare vita a un circolo autonomo. Circolo in cui è iscritta anche l’ex assessore Simona Mezanzani.
Qui Cassano, una donna alla guida
Fratelli d’Italia, a Cassano Magnago, riparte da Flavia Di Bello. Militante da lungo tempo, dovrà riprendere in mano il partito che nell’ultimo anno ha passato momenti anche turbolenti.
Oggi FdI esprime un consigliere comunale – Fabio Canziani, subentrato al dimissionario Edoardo Franchin nel 2024 – e il vicesindaco Luisa Savogin. Di Bello ha presentato la propria candidatura alla presidenza del circolo cittadino «con profondo senso di responsabilità e passione», le parole che ieri – 20 febbraio – ha rivolto agli 11 iscritti che si sono riuniti in Sala Crespi.
«Il mio impegno sarà volto a rafforzare i valori fondamentali che ci contraddistinguono: patria, famiglia, libertà, giustizia e sicurezza. Cassano è il cuore pulsante della nostra azione politica, e con determinazione e spirito di servizio intendo consolidare i successi ottenuti e affrontare con slancio le nuove sfide».
La sua scommessa con la politica nasce dalla di «servire la nostra comunità con impegno, passione e determinazione. Lavorerò per rafforzare i valori tradizionali, migliorare la qualità della vita dei cittadini e costruire un futuro prospero e sicuro per tutti. Con il contributo di ciascuno, potremo rendere Cassano Magnago un esempio di buon governo e coesione sociale». Il suo lavoro sarà ora determinante per mantenere gli equilibri tra Fratelli d’Italia e il resto della maggioranza. E quindi per garantire un futuro al governo del sindaco Pietro Ottaviani.
