L’Insubrias Biopark bussa alla Provincia di Varese: «Servono fondi per la ricerca»

insubrias biopark fondi ricerca
In primo piano il presidente della fondazione Leggio. Sullo sfondo il vicepresidente della Provincia Iametti

VARESE – «La Provincia è socio fondatore della fondazione: gli ultimi contributi li ha erogati nel 2007 e da allora camminiamo con le nostre gambe. Ma con molta fatica: serve un sostegno economico». Bussa a Villa Recalcati la Fiirv – Fondazione Istituto Insubrico Ricerca per la Vita, che gestisce l’Insubrias Biopark di Gerenzano. Le parole sono del presidente Salvatore Leggio, che oggi, venerdì 28 febbraio, ha lanciato un appello alla Provincia proprio dalle sale della villa (nel video qui sotto l’intervista).

Finanze in sofferenza

«A Gerenzano c’è una fondazione senza scopo di lucro che si mantiene con i frutti della ricerca – ha detto Leggio illustrando la situazione di difficoltà economica – con l’emergenza Covid i bandi si sono congelati per due anni e mezzo e con la guerra in Ucraina la bolletta energetica del centro è passata da circa 250mila euro all’anno ad un milione». Le finanze della fondazione sono dunque messe a dura prova e finora si è riusciti a far fronte ai costi grazie soprattutto agli introiti delle locazioni: quello di Gerenzano infatti è anche un incubatore di imprese che ospita 14 realtà attive nel campo della biotecnologia. Ma qualche sacrificio è già stato necessario: per ridurre i costi a gennaio una persona è stata licenziata, una è stata accompagnata alla pensione e un tecnico di laboratorio si è dimesso e non verrà sostituito.

Contatto con il presidente (e il vice in ascolto)

Ecco perché la fondazione, che impiega al momento 18 persone, lancia un appello alle istituzioni. «Stiamo aspettando che la posizione della Provincia venga espressa – ha sottolineato Leggio – sono in contatto col presidente Marco Magrini da febbraio dell’anno scorso, abbiamo avuto diversi incontri in cui abbiamo espresso la nostra situazione. Lui ha dimostrato interesse e ha garantito sostegno dicendo che i fondi ci sono e bisogna trovare un vestito giuridico per giustificare la contribuzione. Poco meno di un mese fa ho protocollato formalmente una richiesta al presidente ipotizzando una convenzione tra la fondazione e l’ente, ipotizzando che la Provincia potesse erogare per 3 anni un certo contributo. Ora siamo in attesa che ci sia una formale presa di posizione del presidente Magrini». Ad ascoltare le parole di Leggio il vicepresidente della Provincia Giacomo Iametti, che non è intervenuto in prima persona ma ha voluto portare il suo saluto soffermandosi per qualche minuto a inizio conferenza.

Spazi disponibili

L’appello della Fiirv non si rivolge solo alla Provincia, ma al mondo istituzionale locale più in generale. Un contatto è stato avviato con Confindustria Varese: settimana prossima è in programma una visita da parte di giovani imprenditori per far conoscere la realtà dell’incubatore. Ci sono infatti ancora spazi disponibili per aziende e start up: su 10mila metri quadri tra laboratori e uffici ce ne sono circa 2mila che possono essere concessi in locazione.

L’attività di ricerca svolta

Ad illustrare le attività svolte a Gerenzano il responsabile della ricerca Giacomo Carenzi. «La fondazione ha una lunga storia di successi nel campo della scoperta di molecole e nuovi prodotti naturali – ha detto – nel progetto celiachia abbiamo isolato un enzima attivo nella degradazione del glutine che ora è in fase di sviluppo tramite un’azienda per arrivare in commercio come nuovo integratore, nuovo farmaco o nuovo dispositivo medico. Inoltre ci sono molte molecole allo studio nel campo della resistenza antibiotica: due nuovi antibiotici brevettati recentemente con cui stiamo lavorando per migliorare le caratteristiche e collaborando con molte aziende in vari progetti. Abbiamo vinto alcuni grant per progetti regionali e anche un bando sull’economia circolare della Fondazione Cariplo». Quindi una riflessione sui costi della ricerca e sulla necessità di risorse a suo favore. «I progetti vanno supportati anche dal sostegno delle istituzioni pubbliche perché essendo una realtà non a scopo di lucro le spese per portare avanti le ricerche sono ingenti e non c’è solo la spesa del personale ma anche tutti i materiali, le strumentazioni e tutti i consumabili che si utilizzano normalmente in laboratorio. La ricerca sì costa cara ma servono materiali di qualità per portare a casa prodotti innovativi e di qualità».

Insubrias Biopark recluta start up: «Qui laboratori e strumenti a disposizione»

insubrias biopark fondi ricerca – MALPENSA24

Visited 371 times, 1 visit(s) today