VARESE – «Siamo preoccupati». Lo dice senza mezzi termini il vicepresidente della Provincia di Varese, Giacomo Iametti, in merito al caso dei tantissimi ragazzi rimasti esclusi dalle classe prime delle scuole superiori, in particolare da alcuni licei e istituti di Busto Arsizio e Gallarate.
I criteri di selezione
Iametti, che segue la delega all’Edilizia scolastica, ricorda che la Provincia non ha potere decisionale nella determinazione dei criteri di scelta relativi alle iscrizioni agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. «Si tratta di decisioni che rientrano nell’autonomia delle istituzioni scolastiche, attraverso i dirigenti scolastici e i Consigli d’Istituto». Alla luce di ciò, apprende «con preoccupazione i casi recentemente portati all’attenzione della cronaca» e, come già avvenuto negli anni passati, auspica che «i dirigenti scolastici e i Consigli d’Istituto possano valutare con attenzione l’opportunità di rivedere i propri criteri di selezione, con l’obiettivo di garantire il più possibile un accesso equo e coerente con le aspirazioni degli studenti e delle loro famiglie».
La scelta degli studenti
Il vicepresidente a Villa Recalcati ribadisce che «l’impegno della Provincia resta costante nel mettere a disposizione strutture scolastiche idonee, attraverso investimenti mirati e programmati su tutto l’articolato territorio provinciale». Proprio per questo motivo «guardiamo con particolare attenzione alla situazione che si è venuta a creare e siamo preoccupati che alcuni giovani studenti possano non trovare collocazione nei percorsi di studio desiderati, anche alla luce dell’attuale andamento dei dati demografici».
Le segnalazioni
Non si tratta di casi isolati, come dimostrano le decine di segnalazioni che da ieri stanno arrivando in redazione, provenienti da Gallarate, Busto Arsizio, Cardano al Campo, Lonate Pozzolo, Olgiate Olona, Somma Lombardo, Arsago Seprio. Qui di seguito la testimonianza di due famiglie:
Buongiorno,
sarò ripetitiva perché so di numerose segnalazioni come la mia, ma penso sia giusto far presente ogni caso… Mia figlia 14 anni ad aprile, da anni nel mondo del calcio femminile e da 4 giocatrice della società Como Women, aveva il desiderio di frequentare il Liceo Scientifico sportivo, abbiamo fatto l’iscrizione a quello di Legnano perché a soli 2 km da casa anche se fuori provincia, noi siamo di Olgiate Olona -VA-, come seconda scelta abbiamo selezionato quello di Gallarate di Via dei Tigli, terza scelta Scientifico scienze applicate all’Arturo Tosi di Busto Arsizio. Media di mia figlia 9, consiglio orientativo dei professori scritto testualmente “Liceo scientifico ad indirizzo sportivo”, attestato di atleta di alto livello consegnato…ma niente respinta da Legnano anche se 2^in graduatoria tra le fuori provincia, da notare nessuno all’open day ci aveva avvertito che non avrebbero minimamente considerato le fuori provincia! Hanno smistato l’iscrizione a Gallarate in Via dei Tigli, i quali mi hanno chiamata per dirmi che erano pieni…Busto Arsizio l’Arturo Tosi pieno…cosa deve fare mia figlia?! Perché non può avere il diritto di scegliere ciò che preferisce per il suo futuro scolastico? Sono davvero delusa dal sistema scolastico italiano che ormai fa acqua da tutte le parti…e mi spiace profondamente affermarlo perché purtroppo ne faccio parte essendo insegnante…non è bello guardare negli occhi la propria figlia e doverle dire che ciò che più desiderava non potrà averlo…dovrà ADATTARSI…ma PERCHÉ? Dovrà RASSEGNARSI…PERCHÉ? Qualcuno glielo può spiegare al posto mio? Io non sono riuscita ad essere credibile mi spiace…
Grazie per la possibilità che date a tutti di riportare testimonianze..magari così facendo prima o poi qualcosa cambierà per i nostri ragazzi!Gentile Redazione di Malpensa24
vi scrivo dopo aver letto il vostro articolo riguardante il ragazzo rimasto senza scuola superiore. Purtroppo la situazione descritta ci tocca molto da vicino perché anche nostro figlio si trova in una condizione simile.
Siamo residenti a Busto Arsizio e, proprio in base al criterio della territorialità, nostro figlio aveva un punteggio alto per l’ammissione. Abbiamo quindi indicato come prima scelta l’ITE Tosi di Busto Arsizio, ma la domanda è stata rifiutata perché ritenuto non idoneo il consiglio orientativo delle scuole medie.
Il consiglio orientativo indicava chiaramente “Istituto Tecnico”, ma – secondo quanto riferito dal vicepreside – per poter essere ammesso sarebbe stato necessario che fosse specificato esattamente “Istituto Tecnico Economico”. Una distinzione che, francamente, lascia perplessi.
Abbiamo provato anche con altri istituti dello stesso indirizzo: l’Istituto Gadda di Gallarate e il Dell’Acqua di Legnano, ma in entrambi i casi la risposta è stata negativa per mancanza di posti o di classi disponibili.
Capirà quindi la nostra preoccupazione: nostro figlio vorrebbe semplicemente poter frequentare l’indirizzo di studi che ha scelto, senza essere costretto a cambiare percorso. Al momento l’unico istituto che lo ha accettato è una scuola a Tradate, che però richiede quasi un’ora di viaggio con i mezzi pubblici per arrivare.
Troviamo questa situazione davvero assurda e molto penalizzante per ragazzi di 13-14 anni che stanno solo cercando di iniziare il proprio percorso scolastico. Per questo riteniamo importante che se ne parli e che emergano anche altre esperienze simili alla nostra.
Grazie per il vostro servizio di informazione e per l’attenzione che dedicate a queste problematiche che coinvolgono molte famiglie del territorio.
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