BUSTO ARSIZIO – «Il problema non sono i criteri, ma gli spazi insufficienti». Amanda Ferrario, preside dell’Ite Tosi di Busto Arsizio, ha dovuto lasciare fuori ben 150 ragazzi che avevano fatto richiesta di iscrizione al primo anno nella sua scuola. E non le manda a dire al vicepresidente della Provincia di Varese Giacomo Iametti che sul caso degli istituti “in overbooking” tira in ballo i criteri di selezione. «Con quattro aule in più potremmo garantire un posto a tutti – denuncia la preside – ma da anni ci negano spazi aggiuntivi rispondendo che non ci sono soldi».
Il caso
Continua a tenere banco il caso delle scuole superiori che respingono le iscrizioni e la preside dell’Ite Tosi, che con 150 esuberi è uno degli istituti maggiormente colpito dal problema, risponde al delegato all’edilizia scolastica di Villa Recalcati, Giacomo Iametti, che invoca «un accesso equo e coerente con le aspirazioni degli studenti», rivolgendosi ai dirigenti scolastici. «Da anni, da quando era ancora presidente della Provincia il sindaco Antonelli – ribatte Amanda Ferrario – chiediamo spazi aggiuntivi e continuano a negarceli, con la “scusa” della decrescita demografica che in futuro farà calare i numeri degli iscritti. Ma così siamo costretti a respingere un numero elevatissimo di studenti».
Provincia “sorda”
Eppure la soluzione, per la preside, sarebbe semplice: c’è anche un progetto, per una spesa prevista di 400mila euro, per realizzare una nuova ala con aule e laboratori, che garantirebbe quelle aule in più per accogliere i “primini” che scelgono l’Ite Tosi. «I docenti non sarebbero un problema, perché vengono assegnati in base al numero di classi attivate – fa sapere Ferrario – servirebbe la volontà di investire nell’edilizia scolastica». Ma dalla Provincia, che è competente in materia, sono arrivate solo porte chiuse: «Oltre a non avere abbastanza aule, anche le manutenzioni sono ridotte al minimo» sostiene la preside del “Tosi”, citando «i bagni da rifare», ma anche la proposta di «ristrutturare, in parte a spese della scuola, l’ex alloggio del custode per ricavare aule per gli alunni con disabilità» che è stata bloccata in attesa del certificato di prevenzione incendi. «Non c’è pianificazione sulle manutenzioni – tuona Ferrario – i lavori si trascinano senza progettualità».
Le conseguenze
E così un problema strutturale si ripercuote sulle scelte di vita degli studenti. «Se la scuola dev’essere inclusiva dobbiamo dare a chi vuole frequentarla la possibilità di farlo – sottolinea Amanda Ferrario – ricordo che stiamo parlando di una scuola dell’obbligo, e di una scelta importante per i ragazzi. Se sono costretti a scegliere un istituto lontano da casa, o che non è nelle loro corde, o un istituto paritario che magari i loro genitori non si possono permettere, non si garantisce il diritto allo studio». Ed è un problema che al “Tosi” tocca ben 150 famiglie, e che si ripete ormai da tempo: «Ma se ho posto per 400 ragazzi non posso prenderne 550, e con qualunque criterio ne rimarrebbero fuori 150 e non è giusto – chiosa la preside – con le aule in più il problema si risolverebbe: la soluzione è potenziare gli istituti più richiesti, non certo fare una scuola superiore a Cardano o a Cassano».
Licei in overbooking, il vicepresidente della Provincia di Varese: «Preoccupati»
