di Pierluigi Pennati
Kyoto è la capitale dello spirito: se non siete mai stati in Giappone forse non potete comprendere completamente questa cultura e se invece siete stati in Giappone senza visitare Kyoto forse non potrete comprendere completamente perché la cultura giapponese si è sviluppata così profondamente nello spirito prima che nelle cose materiali. Templi, santuari e giardini coprono completamente la città e non è un caso che essa sia stata la capitale del paese per più di un millennio, dalla sua fondazione nel 794 fino al 1868, e che il palazzo dell’imperatore si trovi ancora lì, al centro di un grandissimo giardino pubblico silenzioso e mistico. Il fato ha voluto che la città sia stata quasi interamente risparmiata dalla seconda guerra mondiale, diventando oggi il più grande reliquiario della cultura giapponese e assai nota come “la città dei mille templi”.

In Kyoto le 17 località riconosciute come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO hanno origine in un periodo compreso tra il X ed il XIX secolo e ciascuna è fortemente rappresentativa del periodo in cui fu costruita. In essa si contano tredici templi buddhisti, tre santuari shintoisti ed un castello e la lista dei beni include 38 edifici indicati dal governo giapponese come Patrimonio nazionale del Giappone, 160 definiti come importanti proprietà culturali del Giappone, 8 giardini come luoghi di particolare bellezza paesaggistica e 4 come luoghi di grande bellezza naturalistica, oltre ai realmente mille è più piccoli santuari disseminati per tutta la città, lungo le strade od agli angoli di esse. La serenità che sprigiona nei luoghi sacri è inimmaginabile, la misticità che impregna l’aria costringe ad un rispettoso silenzio anche durante i periodi di visita turistica maggiore, forse anche perché Kyoto è una città visitata per lo più dai pellegrini giapponesi e spesso tralasciata dal turismo di massa occidentale che preferisce alla pace di questo luogo la chiassosità e la frenesia di moderne città come Tokyo, che è curiosamente all’opposto di essa anche nel nome: To-Kyo, Kyo-To.

La via della filosofia
Ai piedi del monte Higashiyama, partendo dal famoso Tempio buddhista Zen Jishō-ji o Ginkaku-ji (Padiglione d’Argento) si costeggia un piccolo canale lastricato in pietra per 2km fino al santuario Wakaoji, all’ombra di centinaia di alberi di ciliegio che durante il periodo di fioritura fa assomigliare il sentiero ad un tunnel attirando moltissimi residenti e turisti ad ammirarlo. La passeggiata, costeggiata da templi e santuari piccoli e grandi, veniva affettivamente chiamata “Passeggiata degli scrittori” durante l’era Meiji (1868-1912) per l’abitudine dei professori universitari di passeggiarvi spesso in stato di meditazione facendola poi diventare più nota come Tetsugaku-no-Michi o Via della Filosofia. Alcuni templi che vi si incontrano sono molto famosi, tra questi il Ginkakuji, appunto, l’Honen-In, il Reikanji (conosciuto per le sue camelie), l’Eikan-do (da ammirare in autunno) ed il Wakaoji. Il momento migliore per percorrere il sentiero è la settimana di massima fioritura dei ciliegi, in questa settimana migliaia di informatissimi giapponesi si riversano in Kyoto proprio per poter vivere la speciale atmosfera che nonostante l’affluenza di persona, data la cultura riservata e rispettosa dei giapponesi, resta magica e serena al punto da farvi percepire l’eterea presenza delle persone che in tutti i tempi l’hanno visitato.
