BUSTO ARSIZIO – «Non indosserò il colletto, non celebrerò la Messa, però il mio cuore sarà sempre lo stesso, anzi forse finalmente sarà più libero e più vero». Don Alberto Ravagnani, ex vicario della parrocchia di San Michele conosciuto come “prete influencer”, esce allo scoperto e spiega – alla vigilia della presentazione del suo nuovo libro “La scelta” alla Feltrinelli di Milano – perché ha lasciato il sacerdozio. Lo fa, e dove se no?, sul suo profilo YouTube, con una video confessione in cui, di fatto, prende le distanze dalla Chiesa. «Dubbi sulla Dottrina e mi sentivo a disagio con il celibato, la Messa, il colletto e gli altri preti» rivela.
Le motivazioni
«Non è stato un pensiero improvviso o una folgorazione» spiega don Alberto Ravagnani, che si presenta in una posa solenne stile “Lincoln Memorial”, o forse nel suo immaginario social richiama più il Frank Underwood di “House of Cards”. «Essere preti significa delle cose ben precise, innanzitutto il celibato. Di fatto, non riuscivo a rispettarlo davvero. All’inizio mi dicevo che era una questione di volontà, poi col tempo ho smesso di fingere, di doverle giustificare per forza. Poi ci sono le attese delle persone nei confronti dei preti, a volte disumane, come se fossimo esseri speciali, programmati per essere buoni. Mi sembrava un’ipocrisia non più sostenibile. Infine il ruolo istituzionale, faticavo sempre più a starci dentro: mi sentivo a disagio indossando un colletto che spesso alle persone dice tutt’altro di quanto io direi di me. È una divisa, che divide, e quella distanza non la volevo più. E mi sentivo a disagio a celebrare la Messa, un rito che vedevo che non parlava più alle persone e dovevo pronunciare parole che persino io trovavo incomprensibili, e a volte anche discutibili. Poi mi sentivo a disagio a stare in mezzo agli altri preti perché il mio ministero ero completamente diverso dal loro».
Dubbi sulla Dottrina della Chiesa
Parole che assomigliano ad una vera presa di distanze, se non un autentico “j’accuse”, nei confronti del Magistero della Chiesa Cattolica. Evidentemente, per l’ex “prete Youtuber”, non più al passo con i tempi. «Infine avevo tanti dubbi sulla dottrina della Chiesa – questa è la parte più sostanziale del discorso di Ravagnani – ascoltando le domande dei ragazzi, certe mie certezze granitiche, grazie a Dio, sono venute giù. Così sono andato in crisi. E mi sono detto: se essere prete è questo, allora faccio davvero tanta fatica a stare dentro a questo ruolo. E magari posso fare più del bene se non lo fossi più». Di qui la “scelta” di togliere il colletto: «Oggi il mondo è cambiato, la fede delle persone è diventata più personale, libera. – sostiene l’ex sacerdote, sospeso dalla Diocesi dal suo ruolo di vicario di San Gottardo al Corso a Milano – la mia fede c’è ancora, più matura, più libera, però non riesce più a stare del tutto dentro la forma della Chiesa. Che ha i suoi modi e i suoi tempi: i miei sono diversi». Infine la promessa: «Continuerò a portare avanti la mia missione, a seguire la mia vocazione, a fare del bene». Come a dire che è la Chiesa che sta sbagliando strada.
“La scelta” del don influencer Alberto Ravagnani (già a Busto): non è più prete
