GALLARATE – «Quando le cose vanno male il primo pensiero è di mandare tutto all’aria, ma bisogna tenere duro: la sofferenza paga». La vita e la carriera di Francesco Acerbi, il pilastro della difesa dell’Inter, sono riassunte nelle parole pronunciate oggi – martedì 11 novembre – di fronte alle centinaia di persone accorse al Museo Maga di Gallarate in occasione della seconda serata dell’edizione 2025 di Duemilalibri per ascoltare la presentazione della sua biografia “Io, guerriero”.
La Champions League
Tra gli alti, altissimi, di una carriera arrivata ai massimi livelli, il goal allo scadere in semifinale di Champions League contro il Barcellona. Un momento che nemmeno la sconfitta in finale contro il Psg ha potuto macchiare. «Dopo quella partita ci siamo detti che non potevamo fare nulla, loro erano troppo forti e noi troppo stanchi. Bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno, siamo arrivati in finale battendo squadre fortissime».
La vittoria dell’europeo
Ma anche la vittoria dell’Europeo nel 2021, un trionfo arrivato nel segno di due persone fondamentali: Roberto Mancini e Gianluca Vialli. «Mancini è stato bravo a lasciarci sereni, senza metterci troppa pressione per le partite», ricorda. «Luca (Vialli, ndr) invece era una persona differente da tutte le altre, quando parlava non si poteva fare a meno di ascoltarlo».
L’Inter
Quella di Acerbi è una lunga carriera, iniziata nel 1997 con le giovanili del Voluntas Brescia e arrivata fino all’Inter, una delle più importanti squadre italiane. E a chi gli chiede perché abbia scelto proprio i nerazzurri risponde: «Non sono stato io a scegliere l’Inter, l’Inter ha scelto me». Un matrimonio da cui sono nati successi e amicizie: «Bastoni, Barella e Di Marco sono proprio stupidi…nel senso buono ovviamente», racconta sorridendo. «Sono tra i ragazzi più divertenti che abbia incontrato, ma sanno anche impegnarsi seriamente quando bisogna lavorare».
Il tumore
Tra i periodi più difficili, il tumore che l’ha colpito nel pieno della carriera. «La malattia mi ha cambiato, ma mi ha reso un atleta migliore. Prima non mi impegnavo come un professionista, dopo è scattato qualcosa nella mia testa che mi ha spinto a riprendere tutto quello che avevo lasciato per strada prima della malattia».
Presenti per l’occasione il sindaco Andrea Cassani, interista di ferro; l’assessore alla Cultura, Claudia Mazzetti; e il presidente del consiglio comunale di Gallarate, Marco Colombo; oltre al curatore della rassegna, Alessandro Barbaglia. A moderare la serata Simone Carini.
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