Busto, rimborsi Inps ad amministratori (ed ex): dopo Artusa, pronti 150mila euro

BUSTO ARSIZIO – Il sindaco Emanuele Antonelli, in commissione bilancio, aveva definito «non elegante» il gesto dell’ex assessore Maurizio Artusa, che si era rivolto ad un legale per ottenere il rimborso della quota forfettaria dei contributi previdenziali versati in qualità di libero professionista mentre ricopriva l’incarico in giunta. Ora però la Corte dei Conti ha chiarito che quelle somme sono dovute anche agli altri amministratori ed ex amministratori. Dovranno però essere loro a fare richiesta: ci sono già 150mila euro pronti, che erano stati appostati nel bilancio comunale a titolo precauzionale.

L’apripista

L’ex assessore al bilancio Artusa ha fatto dunque da apripista agli ex colleghi e a coloro che lo avevano preceduto nell’esecutivo, incluso lo stesso sindaco Antonelli. Tocca infatti al Comune versare i contributi previdenziali forfettari anche nel caso in cui gli amministratori “stipendiati” non siano lavoratori dipendenti. La Corte dei Conti, che era stata interpellata dal segretario generale Claudio Biondi con apposito quesito, ha infatti chiarito che «il diritto al versamento dei contributi» ai è «esteso a tutti i lavoratori autonomi», e non solo ai liberi professionisti, e che il rimborso da parte del Comune «deve essere esplicitamente richiesto dall’amministratore interessato». La platea quindi si amplia.

Chi potrà beneficiare

Chi ne ha diritto? Sui termini di prescrizione la Corte dei Conti non si è pronunciata, ma l’amministrazione ha desunto dalla legge che sia da fissarsi «in cinque anni», con l’eccezione degli avvocati, il cui termine è di dieci anni. Il che sta a significare che, oltre a tutti gli assessori del secondo mandato Antonelli non lavoratori dipendenti (in aspettativa o a mezzo servizio), anche una buona parte degli assessori del primo mandato da sindaco di Antonelli si troverebbero nelle condizioni di poter reclamare le somme già versate all’Inps o ai rispettivi enti previdenziali. In commissione, l’ex sindaco Gigi Farioli (assessore fino all’estate 2021) aveva invitato i colleghi a rinunciare a “battere cassa” per chiudere il caso, ma a questo punto i 150mila euro che erano stati stanziati come “debito fuori bilancio” potranno servire a soddisfare le richieste che dovessero pervenire.

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