Esagerato? Non essendo un politico di quelli che possono fare la differenza e quindi obbligato alla continenza verbale, Renzo Uliveri, più noto come allenatore di calcio che come esponente della sinistra italiana, può dire ciò che vuole, e esagerare. Sempre sia esagerato affermare in Tv che l’Occidente è nelle mani di tre pazzi: Vladimir Putin, Donald Trump e Benjamin Netanyahu. “Il problema – sostiene – è la loro mente, che mira solo al raggiungimento degli obiettivi. I sentimenti umani non fanno parte, quindi secondo me è pazzia. L’Occidente è in mano a tre pazzi, e io ho una gran paura”.
La paura, appunto. In queste ore da Pechino, dove sono ospiti altri fenomeni della nuova Spetcre mondiale, il coreano Kim Jong-un in cima al gruppo, arrivano messaggi di forza per il globo terracqueo. E’ l’altra parte del mondo che, attorno al cinese Xi Jinping, in occasione degli 80 anni della fine della Seconda Guerra Mondiale e dell’occupazione giapponese della Cina, mostra i muscoli. E i suoi arsenali. Donald Trump definisce il summit di Pechino una cospirazione contro l’Occidente. Il punto è che, fra tutti e tutto, non si intravedono segnali di distensione né, tanto meno, di vera pace. La pazzia, se di pazzia possiamo parlare e non di altro, è diffusa e, appunto, non lascia tranquilli Renzo Ulivieri e tutti noi.
Gli scenari di guerra ucraini e della Striscia di Gaza, le minacce della Cina a Taiwan, i confltti aperti in vicine e lontane terre, testimoniano la fragilità che viviamo. Il russo Dmitrij Medvedev assicura che basterebbero dieci minuti per radera al suolo Londra. L’ha detto, l’abbiamo sentito, lasciamo cadere. Per finta, perché la minaccia nucleare è più che mai presente. Una volta temperata dalla cosiddetta Guerra Fredda, oggi chissà.
Come se non bastasse tutto ciò, il fisico e saggista Carlo Rovelli ci informa che soltanto in Italia sono dislocate “fra 70 e 90 bombe nucleari americane B61, modello 3, 4 e 7, stoccate in due luoghi: 50 nella base di Aviano, dalle parti di Pordenone, e circa 30 nella base di Ghedi, dalle parti di Brescia. Questo significa che in caso di conflitti, gli italiani in Veneto e Lombardia saranno i primi ad essere arrostiti vivi, perché ovviamente in caso di conflitto per prima cosa si spara sulle armi nemiche”.
Nel frattempo, alla Mostra del Cinema di Venezia, è proiettato in concorso il film della regista Kathryn Bigelow “A House of Dynamite”, sulla prospettiva di una catastrofe nucleare. L’America è sotto attacco con un missile del quale non si conosce la provenienza. Una finzione, un’altra esagerazione? La protagonista della storia è al vertice del centro nucleare che controlla l’intero arsenale nucleare americano. Chiosa la regista statunitense: “Esploro la follia del mondo attuale. Viviamo all’ombra costante dell’annientamento”. Andremo a vedere il film, sapendo già cosa ci aspetta. Ma almeno quello è soltanto un film: c’è da sperare che resti tale.
