LA ZAMPATA DI RE LEONE/ “Roglic soffre, forse per colpa delle cadute”

giro zampata cipollini
Mario Cipollini

di Claudio Ghisalberti

Una tappa per certi versi sorprendenti la 15a del Giro d’Italia. Il fatto più eclatante è il tempo perso da Primoz Roglic, il grande favorito della vigilia per la conquista della maglia rosa. Sentiamo subito cosa ne pensa Re Leone, Mario Cipollini. 

Cipo vorrei subito la tua analisi su Roglic.
“Le cose sono due: o ha dei postumi delle cadute, perché ha dato due legnate in terra, prima da una parte a Siena, poi a Pisa da quell’altra. Si vede che la Toscana non gli ha portato troppo bene; oppure ha sbagliato preparazione. Non puoi allenarti e poi andare a correre puntando l’obiettivo. È complicato farlo se non hai dei test sulle corse. Il ritmo gara non è soltanto la velocità in corsa, ma tutto un certo sistema. La mia è una solo una supposizione,  però penso che chi punta a vincere un Giro d’Italia, stare in ritiro in altura fino all’ultimo momento e poi andare a correre, presenta sempre una variabile a mio avviso svantaggiosa. Però ora vorrei dire una cosa, fare una richiesta”.

Falla.
“Lasciate libero Pellizzari, è dall’Albania che fa il rimorchiatore. La Red Bull deve lasciarlo libero di provare a vincere una tappa. Ha una grande gamba, può provarci davvero. Anche i tifosi italiani se lo meriterebbero”.

Mario, ti voglio chiedere due cose su Roglic: può ancora puntare alla vittoria del Giro; non ti sembra che pedali eccessivamente agile?
“Guarda che quando pedali in agilità paradossalmente significa che sei forte. Significa che alla base hai una condizione atletica. Però noi stiamo parlando del niente perché va a sapere, magari ha avuto altri problemi. La verità su come sta Roglic noi non la sappiamo”: 

Oggi (ieri, ndr) ha sofferto molto anche Ayuso.
“Mi sembra che lui abbia anche una caratteristica meno, come dire, elegante in bicicletta. Ha sempre quell’andamento un po’ così. Però, ripeto, secondo me ha ancora possibilità perché possa ribaltare il Giro. Però in questo momento i più solidi mi sembrano Tiberi e Simon Yates. Naturalmente, Del Toro a parte”.

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