Goletta dei Laghi: «Maggiore inquinato». Lisanza unica spiaggia entro i limiti

Lago maggiore inquinato

SESTO CALENDE – Di 30 punti nei 5 laghi lombardi d’Iseo, Garda, Lario, Ceresio, Maggiore, il 50% è risultato essere oltre i limiti di legge, con ben 11 punti giudicati “Fortemente inquinati” e 4 punti “Inquinati”. Positiva l’altra metà del quadro: sono 15 i punti risultati “entro i limiti” (di cui 13 foci di fiumi, 1 canale, 1 sfioratore) a dimostrazione di come sia possibile avere corsi d’acqua e scarichi opportunamente trattati che non destano problemi. Questo è, in estrema sintesi, il resoconto dei campionamenti condotti in Lombardia dai volontari e dalle volontarie della ventunesima edizione della Goletta dei Laghi 2026, la campagna storica di Legambiente per la tutela delle acque dei bacini lacustri italiani, che monitora lo stato di salute delle acque attraverso analisi scientifiche, individuandone le criticità e promuovendo interventi concreti per la loro salvaguardia.

Bene il Lago Ceresio

Sul Lago Ceresio, tutti e 4 i punti presi in considerazione sono risultati “entro i limiti di legge”. Nello specifico, in provincia di Como i prelievi sono stati effettuati presso la foce del fiume Telo di Osteno, nel comune di Claino con Osteno e alla foce del fiume Rezzo, sul lungo lago di Porlezza; in provincia di Varese i prelievi sono stati effettuati presso il comune di Porto Ceresio, uno alla foce del torrente Vallone (“entro i limiti” nel 2025 e “fortemente inquinato” nel 2014), l’altro alla foce del rio Bolletta (“fortemente inquinato” nel 2025).

Male il Lago Maggiore

Sulla sponda lombarda del Lago Maggiore sono stati 6 i punti campionati in provincia di Varese: solo 1 è risultato “entro i limiti di legge” (canale di scarico presso spiaggetta di Lisanza, Sesto Calende); 2 “inquinati” (foce del torrente Tresa, tra i comuni di Germignaga e Luino e foce del torrente Bardello, a Brebbia);  3 “fortemente inquinati”, confermando le criticità emerse più volte nel corso degli anni di campionamento: lo scarico terrazza Piazza Garibaldi, nel centro di Luino, la foce del torrente Boesio in località Gaggetto, a Laveno Mombello (uno dei punti storicamente più critici secondo Goletta dei Laghi) e quello presso il torrente Acqua Negra a Ispra.

Verbano sotto pressione 

Il Lago Maggiore ha perso 43 milioni di metri cubi di acqua rispetto a fine giugno, registrando una percentuale di riempimento al 5 luglio del 40% secondo l’Osservatorio utilizzi idrici, coordinato dall’ADBPO. Le sue principali pressioni sono legate alla antropizzazione ed artificializzazione delle rive, l’inquinamento di acque, sedimenti e biota da DDTs, Hg, PBDE, PCBs, IPA, PFAS, la diffusione di nuove specie esotiche invasive, la riduzione dell’ossigenazione delle acque e la gestione dei livelli per interessi antropici di valle. Resta positivo l’impatto dei sistemi di depurazione, promossi e monitorati dal CIPAIS, che coprono il 90% del bacino e mantengono il lago in uno stato ecologico complessivamente buono. In generale, preoccupa anche la temperatura superficiale media dell’acqua, il cui aumento comporta sempre più degli squilibri negli ecosistemi: secondo Copernicus, per il Lago Maggiore nel 2025 è stata di 0,75°C superiore alla media (1995-2020), per il Lago Lario di + 0,64°C, mentre per il Lago d’Iseo è stata di + 0,3°C.

Le dichiarazioni

Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei laghi, dichiara: “Avere corsi d’acqua e scarichi puliti e opportunamente trattati che non destano problemi è possibile, e lo dimostrano le foci dei fiumi che rientrano nei 15 punti a norma di legge. È la prova che la gestione virtuosa delle acque è fattibile. Al tempo stesso, però, non possiamo ignorare l’altra metà del quadro, dove riemergono criticità storiche che testimoniano quanto lavoro ci sia ancora da fare. Altro tema che preoccupa è quello della siccità, arrivando a compromettere le stesse attività di rilevamento: la continuità dei dati in alcuni storici punti di monitoraggio è stata infatti interrotta dall’assenza di acqua”.
Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, aggiunge: “Anche quest’anno le criticità costituiscono la metà dei campionamenti effettuati in Lombardia. Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione ancora sopra i limiti di legge, sviluppando un ciclo integrato delle acque all’altezza di una transizione ecologica di cui c’è davvero bisogno, specie in territori fragili come quelli visitati da Goletta dei Laghi. Il forte inquinamento rilevato in alcuni contesti non rende giustizia ai benefici che gli ambienti lacustri restituiscono in termini di economia, benessere e mitigazione degli effetti della crisi climatica”.

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