BUSTO ARSIZIO – Dalla triste realtà di due squadre bustocche di serie A senza che nessuna giochi in città, con la Uyba ora a Biella e la Futura da anni a Castellanza.
Alla prospettiva di due squadre bustocche di A (magari anche di A1) entrambe a giocare a Busto sotto lo stesso cupolone, in weekend alternati.
Dall’attesissimo vertice a Palazzo Gilardoni, svoltosi venerdì fra i rappresentanti del Comune e la massima dirigenza della Uyba, filtrano due notizie su tutte: la conferma della riapertura dell’Arena per fine anno (come da anticipazioni del Sindaco Antonelli proprio a M24) e la possibile risoluzione della concessione esclusiva e pluriennale (diventata onerosissima dopo l’impennata dei costi energetici) per l’utilizzo dell’impianto di viale Gabardi.
Il casus… belli
L’argomento è ovviamente delicato, anzi delicatissimo, ma quello che era stato preannunciato come un possibile incontro fra le parti per cercare di trovare una quadra all’emergenza totale vissuta dalla Uyba dopo il crollo del tetto del foyer, si è in realtà trasformato in un confronto sugli aspetti convenzionali e sui relativi passaggi formali, dopo la scissione societaria biancorossa (Uyba sportiva e Uyba logistica) e alcune mancate ratifiche.
Per farla breve il Comune, in assenza di certi requisiti richiesti, potrebbe revocare la concessione dell’Arena e succedere così nella (onerosa) gestione del Palasport, affittando liberamente a partita l’impianto di viale Gabardi, con prezzi convenzionati per le società di Busto. Questa, a grandi linee, è la “versione” che filtra dagli spifferi di Palazzo Gilardoni, ben felici di ospitare la replica della società biancorossa, con la ricostruzioni di certi passaggi.
Gestione comunale: pro e contro
Una soluzione che, se da un lato consentirebbe a Uyba di liberarsi dagli altissimi e ormai insostenibili costi fissi di gestione, la costringerebbe però a individuare un piano B per allenamenti e strutture amministrative; dall’altro potrebbe riportare in gioco (specie in caso di promozione in A1) la Erreci Futura, da anni graditissima ospite a Castellanza, ma spesso costretta a fare i conti con gli orari di una Soevis congestionata.
Insomma se l’ipotesi prospettata, ovvero quello della revoca della concessione dell’Arena, divenisse realtà, lo scenario sportivo e pallavolistico cittadino potrebbe avviarsi ad una rivoluzione, con la possibilità sì di avere due squadre di Busto finalmente a Busto, ma anche con qualche rischio annesso, ben facilmente immaginabile.
Uyba: nome e patrimonio di Busto
Per la “bistratta” e “senzatetto” Uyba, che in questo momento sta vivendo un’autentica emergenza, e come tale andrebbe gestita e soprattutto compresa, c’è però una speranza concreta.
Le parole spese in pubblico da Emanuele Antonelli alla presentazione della squadra (qui il video integrale): il Sindaco ha infatti garantito che la Uyba avrebbe riavuto la propria casa, ribadendo Busto come la casa delle farfalle (anche quelle del settore giovanile – aggiungiamo – che ora stanno pagando gli alti costi d’affitto dell’Ite Tosi, una palestra provinciale, non soggetta alle tariffe comunali in convenzione).
Urge diplomazia, non un’altra fine
Insomma spazio e lavoro per le diplomazie (è ora…), senza dimenticare però che la Uyba – da vent’anni consecutivi in serie A1, mica briciole… – porta in giro il nome di Busto Arsizio per l’Italia e per l’Europa.
A Busto sono già stati fatti troppi troppi errori (dalla piscina Manara, all’ex Palaghiaccio, passando per il titolo ceduto dal Busto 81 al Varese, senza dimenticare la diaspora della pallanuoto maschile, la scomparsa di quella femminile e la triste fine della pallacanestro maschile): vediamo insomma di non commettere un altro errore, adesso che siamo ancora in tempo per evitarlo. Perché piangere e pentirsi dopo, quando ormai sarà troppo tardi, servirebbe a ben poco.
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