LAVENA PONTE TRESA – Picchiò la moglie e la violentò nel corso di una relazione in cui più che i sentimenti condivisi contavano le regole del marito padrone: un 40enne di origine marocchina condannato dal tribunale di Varese a sette anni di reclusione.
Le accuse
I fatti, avvenuti a Lavena Ponte Tresa, risalgono al 2021 e sono riassunti nelle accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, per le quali il pubblico ministero aveva chiesto dodici anni di carcere.
Botte durante la gravidanza
Rapporti sessuali imposti, assurde regole da rispettare: non lavorare, non uscire di casa. E poi le botte, a completare il calvario della persona offesa, una giovane classe 1992 e connazionale dell’imputato, che secondo chi ha svolto le indagini sarebbe stata presa a calci sulla pancia quando era incinta, e poi ancora sarebbe stata picchiata davanti alla figlia. Urla, schiaffi, un tavolo e un bicchiere scagliati dall’imputato contro la compagna.
Il risarcimento
Per tutti questi fatti, l’allora ventinovenne si è costituita parte civile nel processo, con l’assistenza dell’avvocato Romana Perin che per lei ha chiesto e ottenuto un risarcimento, quantificato dai giudici del collegio in 15mila euro.
