LECCO – Sarà pure immeritata, ma è la sconfitta numero sette. Al “Rigamonti-Ceppi”, davanti ad un manipolo di tifosi biancoblù, il Lecco sbriga la pratica Pro Patria con un 1-0 di sostanza (Furrer al 12’, dopo paratona di Rovida su Sipos), mettendo di nuovo in bilico la già traballante panchina di Leandro Greco.
Dopo quattordici giornate di campionato, con la squadra bustocca ultima in classifica per punti conquistati sul campo (9 frutto di sei pareggi e una sola vittoria), la società dovrebbe decidere – usiamo sempre il condizionale… – se optare per l’avvicendamento tecnico, oppure rinnovare nuovamente la fiducia al trainer romano, ripetendo di fatto ciò che avvenne nella passata stagione con Riccardo Colombo.
Un bivio divenuto inevitabile dopo l’ultima sconfitta sotto il Resegone, dove Ferri e compagni – pur tenendo bene il campo e meritando qualcosa di più (occasioni con Mastroianni, Reggiori e Giudici) al cospetto di un avversario apparso sì di un altro spessore ma non da ventuno punti in più – hanno però confermato alcuni mali di sempre: da una difesa che prende sempre gol (specie su angoli o palle inattive), ad un’identità di squadra e di gioco che fatica a manifestarsi, vuoi anche per i continui cambi di interpreti, figli di un’infermiera da sempre affollata (stavolta Mora, Schiavone e Udoh).
La notte porterà consiglio? Difficile da dirsi: se la linea di Turotti e del 51% pare facilmente intuibile, resta da capire la voce che avrà effettivamente in capitolo il famoso 49%.
Pagelle: Rovida sugli scudi, bene Schirò e Orfei
Rovida 6.5; Reggiori 5.5, Masi 6, Motolese 5.5; Giudici 6, Ferri 5.5, Di Munno 5.5 (1′st Schirò 6), Citterio 6 (14′st Orfei 6), Dimarco 5.5 (27′st Ganz 5.5); Renelus 5.5 Mastroianni 5.5. All. Greco 5.5.
Post partita: mister Greco
Al di là del risultato – ringraziamo i colleghi di LCNsport – la differenza di classifica non si è vista. Dobbiamo lavorare su questi dettagli che ci penalizzano. Ci manca la continuità nel lavoro: il Lecco è partito il 18 luglio con tutti gli effettivi, noi il 24 luglio eravamo in pochi e poi ci sono stati tanti infortuni che hanno rallentato il percorso. Il difetto è sulla concentrazione e su momenti che paghiamo a caro prezzo. Credo che con lavoro e crescita quotidiana riusciremo a centrare il nostro obiettivo.
Il tabellino
Lecco-Pro Patria: 1-0 (1-0)
Marcatore: Furrer al 12’pt
LECCO (3-5-1-1): Furlan; Battistini, Tanco, Kritta; Rizzo (38′ st Galeandro), Metlika, Zanellato (12′ st Bonaiti), Mallamo (1′ st Pellegrino), Furrer (23′ st Ndongue); Frigerio (23′ st Voltan); Sipos. A disposizione: Dalmasso, Costant, Marrone, Grassini, Alaoui, Lovisa, Anastasini. Allenatore: Valente.
PRO PATRIA 1919 (3-5-2): Rovida; Reggiori, Masi, Motolese; Giudici, Ferri, Di Munno (1′ st Schirò), Citterio (14′ st Orfei), Dimarco (27′ st Ganz); Mastroianni, Renelus (43′ st Bagatti). A disposizione: Gnonto, Viti, Aliata, Auci, Travaglini, Ricordi, Marra. Allenatore: Greco.
ARBITRO: Davide Gandino della sezione di Alessandria (assistenti Marco Munitello di Gradisca D’Isonzo e Cosimo De Tommaso di Voghera; quarto ufficiale Giacomo Rossini di Torino. Operatore FVS Dario Testa di Catania).
NOTE – Serata fredda, umida e piovosa. Spettatori 2500ca. Ammoniti: Kritta (LEC), Di Munno (PPA), Zanellato (LEC), Tanco (LEC). Calci d’angoli: 3-7. Minuti di recupero: pt 4′, st 6′ st.
Stra Balon: i tigrotti, quelli veri
SCHEGGE D’EMOZIONI – Tu chiamale se vuoi… emozioni. In quella Sant’Anna tanto cara all’indimenticato Hooligano, mercoledì è andata in scena “Schegge di Pro Patria”, una delle pagine più belle e sentite dello spirito tigrotto. Una serata all’insegna del senso di appartenenza e delle storie: da Gipo Calloni (il bomber col sorriso sempre sulle labbra) a Ivan Javorcic (l’allenatore dei record e del grande rimpianto); da Stefano “Terminator” Dall’Acqua (per tutti il “Vecio”, la cui doppietta a Novara spalancò le porte della C1) a Paolo Tramezzani (calciatore e allenatore giramondo che però ha lasciato il suo cuore a Busto), passando per la meteora biancoblù Ernesto Vidal (il campione del mondo più sfortunato della storia) fino al Platini di Busto, alias Roberto Labadini che ora gioca in Paradiso. Ma l’evento organizzato dal Pro Patria Museum del presidente Simone Colombo (nella foto selfie coi suoi compagni di squadra), con il “Bandito” Daniele Giulietti nei panni dell’attore, ha richiamato tigrotti d’ogni generazione: Francesco Bartezzaghi, Giovanni Rosignoli, Pasquale Croci e Mario Casna; Carmelo Dato, Luca Salvalaggio e Firmino Elia; e ancora Marcello Grandi, Vittorio Pocorobba, Massimiliano Tumiati, Massimo Macchi, Cristian Morgandi, Andrea Tubaldo, Luca Tutone, Ivan Brambilla, Roberto Bandirali. Senza dimenticare il 94enne Tino Candiani (in Serie A nel 52/53) e – per dirla alla Brera – lo sciagurato Egidio Calloni, tigrotto mancato ma da sempre tifoso biancoblù.
ANDREA VIVE: Nella settimana della tragica ricorrenza della scomparsa di Andrea Cecotti, ricordato anche dalla società attraverso un post particolarmente apprezzato dopo alcuni silenzi, la Città di Busto Arsizio – destra, sinistra o centro che sia – deve fare un grosso mea culpa.
Fra raccolte di firme, petizioni, interpellanze, articoli (qui la splendida scheda di bustocco.it) striscioni e chi ne ha più ne metta, sono già passati 38 anni dalla morte di Andrea per vedere (forse…) la fine dell’iter di intitolazione.
Un ritardo oggettivamente inaccettabile per un ragazzo (nella foto lo striscione dedicato a Cecotti, omaggiato dal mitico Merlino) che in quel maledetto 14 giugno del 1987 era appena diventato papà.
FIRMINO: Da Giulianova a Busto, andata e ritorno. Firmino Elia, indimenticato e indimenticabile attaccante tigrotto per una stagione e mezza (e 16 gol), si è macinato più di mille chilometri pur di riabbracciare compagni e tifosi in biancoblù all’evento “Schegge di Pro Patria”. Un gesto che va al di là dell’indiscusso valore di un calciatore che, in tandem con Tramezzani (nella foto a lato) e con tanti altri tigrotti veri, riuscì a portare la Pro Patria in salvo (e in una finale di Coppa Italia, salendo pure sul pullman del Cesena per regolare certi conti fra uomini). Vista la situazione di classifica della Pro attuale, forse far conoscere il carattere, il temperamento, la “fame” e la voglia di Firmino ai giocatori d’oggi (per la proprietà, al Teatro Sant’Anna, ha presenziato solo l’avvocato Zema) non sarebbe stata una cattiva idea. Anzi…
FUM…ETTO BIANCA: Con l’ottavo episodio del fumetto “Tigrotto 1919” che sta letteralmente spopolando fra le scuole cittadine in vista del BA Natale 2025 (ancora un plauso a Emanuele Gambertoglio), in settimana il Pro Patria Clubs – il sodalizio più storico fra i gruppi organizzati del tifo biancoblù – è andato a votazioni. L’annunciato ballottaggio tra Giovanni Pellegatta e il suo vice Renzo De Grandis ha visto la riconferma del presidente uscente. Nell’augurare a Gio un buon mandato, segnaliamo che il nuovo vice Presidente sarà Gianni Rigon, mentre Renzo De Grandis diventerà Segretario assumendo l’eredità dell’indimenticabile Riccardo Cazzani. Al suo fianco, come vice segretario, ci sarà Alessia Azimonti (delega di cassa), con da Daniele De Grandis a supporto. Roberto Centenaro resta Presidente Onorario, mentre alla Pubbliche Relazioni ci sarà Mauro De Bernardi. Addetti alle trasferte saranno Gigi Simontacchi e Stefano Merlo. Revisori dei conti Maurizio Ponti e Giorgio Armiraglio, mentre responsabili del bar saranno Giannino Gallazzi e Giorgio Clerici. Entra nel consiglio Alberto Airoldi. Completano l’organigramma del club i consiglieri Giovanni Castiglioni, Giordano Macchi e Alberto Vanetti. Il Consiglio ha affidato la responsabilità del sito internet al collaboratore esterno Flavio Vergani
Il Pro Patrione e lo striscione galeotto
Per la sarcastica rubrica “il ProPatrione” (copyright Samu), dedicata alla frase cult della settimana intercettata sui social, Christian Crespi ha cercato a suo modo di mettere fine alle polemiche innescate dalla rimozione dello striscione di civile contestazione verso la proprietà.
Anzichè puntare il dito sul pericoloso segnale andato in scena allo “Speroni”, o sul fatto che lo striscione fosse o non fosse stato autorizzato (la domanda è da chi? e la risposta deve avere un nome e cognome…), il tifosissimo biancoblù – fra i soci fondatori del Pro Patria. Museum – ha preferito spostare ironicamente l’attenzione su un altro aspetto:
Credo ci siano più lettere nello striscione, che gente allo Speroni
Ecco l’albo d’oro stagionale
– Il mondo gira al contrario: un tempo la società prendeva le multe per i tifosi, ora per la dirigenza (Dema)
– Stadio Carlo Speroni: divieto di praticare il gioco del pallone (Luca Gaiera)
– Tra di noi ci sono delle talpe (Tave)
– Un film russo in lingua originale è più godibile di queste partite (Marco Castiglioni)
– Forza, mancano solo 89 giorni a febbraio (Giancarlo Mindassi)
– Domenica si vince! Peccato si giochi di sabato… (Filippo Magnaghi)
– Pro Patria, ambiente positivo (Maurizio Ganz)
Next match: venerdì sera a Busto
Inedito venerdì sera di campionato per la Pro Patria. A chiudere la serie consecutiva di derby lombardi (Lumezzane, Alcione, Opsitaletto e Lecco) sarà la gara del 21 novembre allo “Speroni” (calcio d’inizio ore 20.30) contro la Pergolettese.
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