MILANO – «La linea 15 del Biciplan non sarà mai completata nei tempi previsti dal Pnrr. Bisogna dirlo chiaramente ai Comuni, ai cittadini e ai commercianti preoccupati per l’impatto e i costi di quest’opera. Non è ancora chiaro se Città Metropolitana ricorrerà a fondi propri o se sarà necessario l’intervento del ministero per sbloccare tutti i fondi necessari». È quanto dichiara Christian Colombo, consigliere Lega di Città Metropolitana, dopo la riunione di oggi, mercoledì 14 gennaio, della commissione infrastrutture di Città Metropolitana che ha analizzato lo stato di attuazione del Biciplan. Particolare attenzione è stata rivolta alla linea ciclabile 15 che collega Milano a Legnano (nella foto, un tratto a Nerviano) dove si riscontrano diversi problemi di ritardo nell’esecuzione dell’opera. La commissione era stata richiesta dallo stesso consigliere metropolitano.
«Non ne facciamo una battaglia ideologica contro la mobilità ciclabile – precisa Colombo – ma le criticità nella realizzazione di questa linea in meno di tre anni potevano essere già ipotizzate e Città Metropolitana avrebbe dovuto presentare un progetto completamente diverso. Chi conosce il territorio sa quanto questi 25 km di percorso sarebbero stati complicati da realizzare, al netto delle difficoltà conclamate dall’azienda, considerando che si attraversano i terreni di proprietà dei Comuni di Pero, Rho, Pogliano Milanese, Nerviano, Parabiago, San Vittore Olona, Canegrate e Legnano, oltre a numerose proprietà private, lungo un percorso così importante come quello del Sempione di competenza di Anas».
Colombo: «Progetto da rivedere con i Comuni»
A cinque mesi dalla scadenza prevista, solo una minima parte di ciclabile è stata realizzata, con alcuni tratti lasciati in sospeso che peggiorano la sicurezza dei ciclisti: emblematico il caso di Nerviano all’altezza del vivaio Colorina. «Durante la commissione – incalza il consigliere leghista – ho rivolto un appello al sindaco Giuseppe Sala e alla sua maggioranza affinché si proceda immediatamente alla chiusura di tutti i cantieri rimasti in sospeso, senza attivarne altri finché non sapremo come finanziarli. Nel frattempo, sarà fondamentale che si ridiscuta il piano con i Comuni e che Città Metropolitana si adoperi per chiamare in causa l’impresa che non ha assicurato la manodopera minimamente sufficiente all’esecuzione dei lavori. Con le scadenze impellenti del Pnrr il tempo delle promesse e dei progetti inattuabili è terminato».
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