Subito scontro in Consiglio a Legnano. Benetti eletto presidente, opposizione divisa

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LEGNANO – Primo consiglio comunale a Legnano dopo le Amministrative nella sera di lunedì 29 giugno (nelle foto, la nuova assemblea, la giunta, il giuramento del sindaco e il pubblico in aula). E prime baruffe tra maggioranza e opposizioni, che lasciano presagire un clima ancora di acceso contrasto tra le parti, proprio come avvenuto nella passata consiliatura. A riaccendere le polemiche, l’elezione del presidente dell’assemblea, avvenuta con le classiche schede deposte nell’urna dopo che il consigliere Letterio Munafò (Forza Italia, al sesto mandato) ha contestato la modalità di voto con lo strumento elettronico in quanto non garantirebbe la segretezza.

Presidente del consiglio comunale per i prossimi cinque anni è stato eletto l’ex assessore al bilancio Luca Benetti (Pd) con 17 voti (su 25, con due anche dalle minoranze); sua vice, Daniela Laffusa della Lega (che lo era anche nella precedente consigliatura), eletta con 19 voti. La maggioranza di centrosinistra non ha dunque raccolto l’invito lanciato in campagna elettorale da Federico Amadei (Patto Civico) e raccolto dal centrodestra di eleggere presidente un consigliere dell’opposizione.

«Apertura solo a parole»

legnano giunta

Prima del voto, dai banchi della maggioranza Anna Pavan ha invocato un clima di collaborazione, ma Amadei (ex presidente del consiglio comunale) ha annunciato che non avrebbe partecipato all’elezione, citando «alcuni dati preoccupanti: un legnanese su due non vota; il sindaco Radice è stato eletto da un legnanese su quattro; lo stesso Radice ha preso solo 32 voti in più del 2020. La presidenza del consiglio – ha proseguito Amadei – è stata un problema per cinque anni, non vedo nessuna apertura come annunciato né una riflessione seria, al contrario vedo lo stesso metodo di lavoro del passato. Volevo una discussione, non una proposta». Parole condivise da Francesco Toia (Lista Toia Sindaco).

radice giuramento

Davide Crepaldi (riLegnano) ha replicato affermando che «c’è stato un ragionamento prima della proposta» e riprendendo le parole già spese dal sindaco («la presidenza del consiglio comunale non è un ruolo secondario»). Anche Enzo Tesoro del Pd ha contestato la posizione espressa da Amadei ed è stato per questo rimbrottato dai banchi della minoranza. Fino all’elezione del presidente e del vice presidente dell’aula, la seduta è stata presieduta dal consigliere anziano (cioè quello che ha ottenuto più preferenze alle Amministrative) Maira Cacucci.

Almici: «Opposizione seria e responsabile»

In apertura dei lavori, il candidato sindaco sconfitto nel ballottaggio e capogruppo di Fratelli d’Italia Mario Almici ha osservato che «l’opposizione non è una posizione da occupare, ma una responsabilità nei confronti della città» e ha espresso l’intenzione di farsi latore dei problemi che ne hanno ispirato il programma elettorale, «dalla sicurezza al commercio, dalla viabilità allo sviluppo della città. La nostra – ha aggiunto Almici – sarà un’opposizione seria e determinata. Non faremo sconti».

Dala canto loro, i consiglieri di Lega e Lista Toia non hanno seguito il discorso di insediamento di Radice, preferendo uscire dall’aula.

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