LEGNANO – «C’è un fatto nuovo, mai visto prima, alle elezioni comunali di Legnano: alcuni partiti scelgono di seguire una lista civica e di unirsi in un patto civico. Qualcosa di ben diverso dalle liste civiche che abbiamo visto finora, aggiunte e ancillari a compagini e blocchi di partito consolidati. Il Patto Civico e l’Osservatorio Civico sono l’unica novità politica presente alle prossime elezioni, l’unico terzo polo alternativo ai partiti tradizionali». Primo a scendere in campo, il “Patto civico ecologista e progressista” che candida a sindaco Federico Amadei gioca d’anticipo anche sul programma elettorale, che «mette al centro le politiche attive per la salute e il lavoro, l’inclusione sociale con la sicurezza, una Legnano policentrica che sia vivibile e dotata di servizi, con quartieri più curati e sicuri». A partire dal commercio e dai trasporti.
Quaglia: «Non c’è bisogno di così tanti supermercati»
«Fra i punti chiave c’è la revisione del Piano di governo del territorio – conferma a Malpensa24 l’ex consigliere comunale Stefano Quaglia (nella foto in alto con Amadei), fondatore nel 2022 dell’Osservatorio Civico da cui è nato il Patto – Oltre a complicare la vita ai comuni cittadini per lavori edili di modesta entità, il Pgt porta in città una valanga di supermercati. Non ce n’era bisogno: è opinione diffusa dei legnanesi che ne abbiamo fin troppi, che attirano clienti anche dai paesi vicini, portando traffico sulle nostre strade. Gli incentivi ai negozi non servono a nulla se c’è una concorrenza sfrenata: quelli nuovi non apriranno mai e quelli che ci sono tenderanno a sparire. Con paradossi come la difficoltà di trovare un alimentari o un panettiere nell’Oltrestazione e nell’Oltresempione, a servizio ad esempio dei clienti più anziani. Non dico che i supermercati siano da cancellare: ci vogliono nella giusta misura, come occorre preservare il commercio di vicinato che ha anche un importante risvolto sulla sicurezza, motivo per cui altrove si cerca di mantenerli in ogni modo. Basta vedere le strade fuori dal centro la sera: finito il traffico di rientro dal lavoro, non c’è in giro più nessuno».
«Rivedere Pgt e Pgtu»
Nell’ottica di «non penalizzare ancor più il commercio di vicinato» rientra la revisione anche del Piano generale del traffico urbano. «Un’altra grande occasione persa. Ridurre i veicoli in circolazione può andare bene, ma non sempre: una città nasce anche intorno al commercio. Dobbiamo tenere presente ad esempio che, dove ci sono attività, nuovi parcheggi a pagamento avranno delle ripercussioni: meglio la zona disco. Altrimenti si va al supermercato, dove i parcheggi non mancano e sono gratuiti.
«A livello generale – prosegue Stefano Quaglia – in commissione ho già evidenziato come il trasporto pubblico urbano sia scollegato da quello interurbano. Se abitassi in un altro comune della zona, sarei in seria difficoltà a raggiungere ad esempio la stazione di Legnano per recarmi a Milano. Il Pgtu non ha dedicato la giusta attenzione al trasporto pubblico interurbano, che è pure carente, oltre che a quello urbano, i cui bus girano vuoti fuori dagli orari scolastici. Con Città Metropolitana si parla da trent’anni della possibilità di far svolgere a linee interurbane anche un servizio urbano, con più fermate in città: è un esempio che non è stato trattato dal Pgtu. Piano che non è stato costruito su misura per Legnano, ma ripreso da altre realtà del Milanese».
«Ciclabili? Sì, ma non ovunque»
Il futuro candidato del Patto Civico tocca anche un argomento delicato come le piste ciclabili, invise a molti. «Se si fanno come in via Filzi o viale Gorizia, si viaggia sicuri; in altre zone, costruire un percorso ciclabile solo con pittogrammi disegnati per terra, come in corso Garibaldi, non serve a nulla, perché non c’è sicurezza per il ciclista. E poi per fare le piste riservate bisogna tenere presente il tessuto urbanistico consolidato della città. Per far passare quella in via Novara fino a viale Sabotino si è dovuto restringere molto la strada e togliere i parcheggi: non c’era un percorso alternativo? Serve una ciclabilità intelligente, fatta con percorsi sicuri, che incentivano a usare la bici, e e che si integri nel tessuto commerciale e nella struttura dei quartieri».
Terzo binario, progetto da rivedere
Altro tema meno immediato ma di grande importanza, il terzo binario della ferrovia tra Parabiago e Gallarate. «Candidarsi vuol dire anche caricarsi di temi scomodi – premette Quaglia – Il progetto del terzo binario è atteso da una riprogettazione; in questa sede si deve cogliere l’occasione per migliorarlo, perché è ancora molto impattante sul lato ovest della città lungo via Volturno, ma anche per aumentare l’offerta del servizio. Grazie ai nuovi sistemi di sicurezza (in corso di installazione in queste settimane e causa di alcune sospensioni delle corse, nda) i treni potranno viaggiare più ravvicinati e quindi essere più frequenti. Per trarne vantaggio, però, a Legnano il terzo binario deve aumentare l’offerta per pendolari e cittadini con più fermate, rispetto alle tre all’ora di adesso nelle due direzioni e solo qualche fermata in più la mattina e la sera.
«Oggi di treni che fermano a Legnano ce ne sono molti meno che a Busto Arsizio; perfino Rescaldina e Castellanza sono messe meglio. Spesso i diretti non si fermano e la gente fa fatica a salire su quelli che lo fanno. Bisogna andare in Regione e assumersi anche la scomodità di tirare fuori il progetto, dormiente ma su cui dobbiamo vigilare. Come dimostrano le esperienze nei Paesi vicini, le strade le svuotiamo di auto se miglioriamo il trasporto pubblico. Il progetto del terzo binario prevedeva anche di spostare la stazione più a sud, verso il ponte di San Bernardino; quello che conta è potenziarla, permettendo ai treni di cambiare binario e quindi fermarsi, con nuove linee che potrebbero giungere fino a Rogoredo».
Giornata del rispetto, studenti mediatori nelle prime classi al Bernocchi di Legnano
