Primo Consiglio di Legnano nell’aula intitolata a Matteotti. E solite baruffe

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LEGNANO – Prima seduta del consiglio comunale di Legnano nella sera di oggi, mercoledì 11 marzo, dopo l’intitolazione della sala a Giacomo Matteotti. E una delle ultime del mandato amministrativo prima delle elezioni di maggio. La cerimonia di intitolazione a Matteotti è stata preceduta dalla presentazione della mostra, allestita sempre a Palazzo Malinverni ma in Sala Stemmi, dedicata al deputato socialista assassinato dai fascisti nel 1924 e dagli interventi di alcuni relatori, fra i quali i consiglieri comunali Franco Brumana (l’autore della proposta di intitolare l’aula consiliare a Matteotti), Letterio Munafò e Umberto Silvestri, oltre al presidente del Comitato direttivo della Federazione Metropolitana Psi Milano Mauro Broi (nella foto sotto).

Da sinistra: Mauro Broi, Letterio Munafò, Lorenzo Radice, Franco Brumana e Umberto Silvestri

«Benedetto Croce, da ministro dell’istruzione, propose di aprire in Italia 2.000 nuove scuole. Matteotti ne chiese 10.000» ha ricordato Brumana, mentre per Silvestri (presidente del consiglio comunale) la targa inaugurata oggi (nella foto in alto) ha il valore di una “pietra d’inciampo”.

Dell’azione politica di Matteotti, Broi ha ricordato l’opera di insegnamento nei Comuni a leggere i bilanci e il dialogo aperto con i braccianti, «atteggiamento che portò Mussolini a detestarlo. Il deputato socialista fu rapito nel Polesine dai fascisti già nel 1921 – ha aggiunto – e poi nel 1924, due giorni prima della convocazione del Parlamento in cui Matteotti avrebbe denunciato le irregolarità del governo fascista nel bilancio». Munafò ha invece spostato il discorso su un protagonista più recente della storia del Partito socialista italiano, Bettino Craxi, che a suo dire «è stato ucciso dai comunisti, che non gli hanno dato la possibilità di curarsi».

Città in ritardo sulla fibra ottica

Anche la seduta del Consiglio di stasera è stata molto agitata, con continui scambi di battute al vetriolo tra i banchi delle opposizioni e il presidente Silvestri. I lavori sono stati interrotti due volte prima dell’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di Lega, Lista Toia Sindaco, Fratelli d’Italia e Forza Italia dopo che il presidente dell’aula non ha accolto la richiesta di discutere una interrogazione urgente presentata dal centrodestra.

Fra le interrogazioni all’ordine del giorno e discusse, il consigliere del gruppo misto Federico Amadei ha puntato il dito contro l’assessore ai lavori pubblici Marco Bianchi per il ritardo accusato da Legnano nella copertura della fibra ottica. «Altro che smart city – ha detto Amadei – ci sono molti punti con connettività a velocità bassa tra i 10 e i 30 Mbit/s, anche in zone centrali. E i dati Agcom al 31 dicembre 2025 indicano che a Legnano gli indirizzi postali raggiunti dalla connessione FTTH sono solo il 63,75%, a fronte altri comuni del nostro territorio che hanno una percentuale di indirizzi coperti dal servizio nettamente superiore. Ad esempio: Cornaredo 91%, Cavaria con Premezzo 86,94%, Arese 84,55%, Rho 83,25%, Canegrate 78,15%, Saronno 77,83%, San Giorgio su Legnano 71,97%, Casorezzo 70,88%».

«Niente segreti sulla Manifattura»

Bocciato, infine, dalla maggioranza del Consiglio l’ordine del giorno presentato dal Movimento dei Cittadini che «disapprovava la segretezza delle trattative con Officine Mak» sul progetto di recupero dell’ex Manifattura, comprendente anche il possibile insediamento dell’Università. Per il proponente, l’intera operazione si è risolta in sostanza in uno spot elettorale in vista delle Comunali, mentre sarebbe mancato il dialogo con gli altri gruppi rappresentati in Consiglio. Osservazioni respinte al mittente dalla maggioranza, secondo cui il percorso del progetto è stato lungo e discusso nelle commissioni di competenza.

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