LEGNANO – «È come quando si prova il grande amore: si rischia di restare senza parole. Una cosa irripetibile. È stata una corsa bellissima, ringrazio tutta la Contrada ma soprattutto il fantino, perché per vincere ci vuole un pizzico di fortuna ma quando ci sono la determinazione, l’orgoglio, l’impegno si fa una corsa perfetta». Pietro Potestio, capitano della Contrada di Sant’Erasmo, non ha chiuso occhio dopo la vittoria nel Palio di Legnano.
Nel consueto appuntamento del giorno dopo nella Sala degli Stemmi (nelle foto di Daniela Ferro), che precede il simbolico avvicendamento delle bandiere delle Contrade esposte, Potestio ricorda la promessa fatta nei giorni scorsi – «se vinciamo, offro una settimana di festeggiamenti» – e ripensa a tutto quello che ha preceduto la 14.a vittoria del Corvo: «Dietro quel minuto e mezzo di corsa ci sono mesi di nottate e discussioni, impegno e sacrifici, sogni e passione. Questa vittoria è di tutta la Contrada». Poi, rivela un retroscena: «Dopo la caduta di Pusceddu un anno fa, l’ho subito rassicurato, dicendogli che sarebbe rimasto il nostro fantino». Lui, Valter Pusceddu, detto Bighino, a caldo ha dedicato la sua quarta vittoria legnanese ad Andrea Mari, morto in un incidente stradale, di cui era grande amico.
«Lavoriamo tutto l’anno per una corsa così»
Per Luca Roveda, presidente della Fondazione Palio, quella di ieri è stata «una giornata splendida, che ha mostrato quali opportunità incredibili offrono il Palio e la città». Il sindaco Radice, nella veste di supremo magistrato, ha tenuto a ringraziare «tutti coloro che ci stanno lavorando, dandosi da fare ogni giorno dell’anno perché ci sia la magia che abbiamo visto ieri in tutti i momenti della manifestazione» mentre il presidente del Collegio dei Capitani e delle Contrade Alessandro Airoldi ha fatto i suoi «doppi complimenti ai biancoazzurri per la vittoria anche nella Provaccia, altra manifestazione che ha centrato gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il lavoro che facciamo è proprio per vedere un Palio come quello di ieri – ha proseguito Airoldi – Il passaggio dai cavalli purosangue ai mezzosangue ha dato un risultato assolutamente positivo, anzi molto meglio di tante altre corse viste in passato. Probabilmente era da affrontare prima, ma va benissimo così».

Poi, parola agli altri portacolori della Contrada vincente, mentre fuori dal palazzo riecheggiavano i cori dei contradaioli. «Nessuno di noi se lo aspettava – ha detto la castellana Chiara Colpo – è come vivere un sogno. Aspettavamo questa vittoria da tanti anni (l’ultima di Sant’Erasmo risaliva al 2014, nda), vedere questo traguardo e i bambini che se lo ricorderanno per sempre è stato davvero speciale. Tante mie amiche e amici hanno visto festeggiare i loro figli. Ci porteremo sempre nel cuore questa vittoria e questa giornata speciale».
Infine, il gran priore Diego Navarra: «Sant’Erasmo ha sempre avuto un ruolo importante perché vanta tante vittorie nel Palio, e ho sentito molto questa responsabilità. I nostri contradaioli non ci hanno mai fatto mancare il sostegno, l’affetto, il lavoro. Vedere tutta questa gente, compresi tanti ragazzini, che ti guardano con gli occhi lucidi e ti dicono grazie ripaga tutto l’impegno, i chilometri fatti, le sere spese, è qualcosa che va oltre. Ed è il bello del Palio, qualcosa che va provato».
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