LEGNANO – Riuniti attorno allo stesso tavolo del Castello c’erano tutti gli “addetti ai lavori” del Palio di Legnano: rappresentanti delle Contrade, Collegio dei Capitani, Famiglia Legnanese, amministrazione comunale e Fondazione Palio. Occasione, la prima riunione degli “Stati generali del Palio di Legnano” che si è svolta sabato scorso, 31 gennaio, nella Sala Previati del Castello (nella foto). L’appuntamento è una delle novità introdotte quest’anno dalla Fondazione.
Come spiegano i promotori dell’evento, «la scelta del nome “Stati generali” non nasce dal desiderio di attribuire un titolo solenne a una riunione, ma da un’idea molto semplice e concreta: fermarsi, sospendere per un momento il ritmo consueto e interrogarsi insieme su una domanda fondamentale, cioè quale immagine del Palio, delle Contrade e della comunità vogliamo consegnare a chi guarda, oggi e nei prossimi anni».
Roveda: «Riflessione comune aperta alle critiche»
Come sottolinea il presidente di Fondazione Palio Luca Roveda «l’incontro non aveva l’obiettivo di impartire lezioni, definire linee già scritte o assumere decisioni operative. Al contrario, si è configurato come uno spazio di ascolto, confronto e condivisione, dove anche il dissenso, legittimo e naturale, potesse trovare posto all’interno di una riflessione comune e consapevole».
Gli interventi del presidente, del Cavaliere del Carroccio Andrea Monaci, della coordinatrice della commissione costumi Carla Marinoni e del professore Piersergio Allevi, esperto di storia delle armi e del costume militare dal Medioevo al Risorgimento, hanno avuto proprio questa funzione: raccogliere stimoli, sollecitare domande, offrire chiavi di lettura utili a un percorso che guardi al futuro del Palio senza mettere in discussione la sua identità e i suoi valori fondanti.
Verso un confronto costante
«Gli Stati Generali rappresentano un primo passo, non un punto di arrivo – conclude Roveda – Un’occasione per condividere maggiore consapevolezza su ciò che il Palio è oggi e su dove intende andare, nel rispetto della sua storia e del ruolo centrale delle Contrade, rafforzando al tempo stesso la capacità di dialogo con la città e con chi al Palio si avvicina da osservatore». Un metodo di lavoro che la Fondazione Palio intende coltivare anche in futuro, nella convinzione che il confronto aperto e partecipato sia una risorsa, non un rischio, per la manifestazione patrimonio della comunità legnanese.
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