LEGNANO – «Con l’uso di assurdi anglicismi e di concetti non comprensibili ai più, come i percorsi sensoriali, sono stati prefigurati la spesa enorme di oltre 240.000 euro e il sostanziale affidamento del parco alla rete degli enti e delle associazioni che vi hanno sede. Si manifesta inoltre un totale disinteresse per i valori culturali e identitari del sanatorio, che nemmeno vengono citati». Sono le critiche mosse dal consigliere di minoranza legnanese Franco Brumana all’avviso del Comune per individuare chi sarà invitato alla procedura sull’assegnazione di “governance” e animazione del parco del sanatorio in via Colli di Sant’Erasmo, i cui storici solarium sono stati inaugurati domenica scorsa (nella foto).
Brumana: «Favorite le associazioni già presenti»
In base all’avviso, pubblicato il 1° settembre, gli interessati dovevano presentare entro il 23 dello stesso mese una manifestazione di interesse «facendo riferimento a contenuti molto articolati e complessi, che in così poco tempo potevano essere affrontati seriamente solo da chi li conosceva da tempo e godeva del gradimento degli enti ed associazioni che hanno sede nel parco – rileva l’esponente del Movimento dei Cittadini – I requisiti richiesti per partecipare alla procedura sono tutt’altro che restrittivi e tali da poter essere valutati con grande discrezionalità dall’apposita commissione. Occorrevano infatti: l’iscrizione alla Camera di Commercio “per un’attività pertinente anche se non coincidente”; un fatturato di soli 150.000 euro, nei migliori tre anni degli ultimi cinque; e un’esperienza di soli 12 mesi, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni in servizi semplicemente “analoghi”. Il bando comunque precisa che il fatturato dichiarato può essere anche pari a zero, lasciando spazio anche a chi si improvvisa operatore economico».
Altro punto di critica, i criteri premiali per l’aggiudicazione a punti «che assegnano ben 33 punti sui 100 disponibili alla creazione di “una rete sociale” fra le associazioni e gli enti che ora “abitano” il parco. Risulta quindi palese che un operatore che vanti esperienza, competenza, risultati positivi già conseguiti e una solidità economica, ma non sia gradito alle associazioni e agli enti “abitanti” attualmente il parco, non può avere avuto interesse a perdere tempo a predisporre con urgenza la manifestazione di interesse».
Fra gli obiettivi, rete sociale e attività ludico-didattiche
L’appalto del Comune – del valore di 242.561,68 euro – prevede le seguenti prestazioni: creazione e consolidamento di una “rete sociale e socializzante” fra le associazioni e gli enti già presenti nel parco con l’elaborazione di un regolamento che disciplini le finalità, i modelli di gestione, l’animazione e la fruizione degli spazi, esterni a quelli già a loro concessi in comodato gratuito ed esclusivo, e la struttura di governance della rete; l’avvio di percorsi formativi fra cui i modelli di gestione e di animazione, il team building, la cogestione, il net working e le tecniche di event management; start up dell’animazione con il coinvolgimento degli enti e delle associazioni del parco; fruizione guidata di percorsi sensoriali, attività ludico-didattiche solo per i bambini per gli studenti delle scuole cittadine e per gli utenti degli enti della rete del parco.
«I legnanesi che amano la loro città e i suoi monumenti culturali, artistici, storici e identitari – conclude il consigliere civico – non possono accettare l’uso anomalo, prefigurato dal bando del Comune, di un parco storico, che dovrebbe invece essere considerato come un gioiello cittadino da ripristinare nella sua integrità e da fruire in modo intelligente e rispettoso del suo valore».
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