Legnano, Radice: «Provocazioni da bar in consiglio, non si può andare avanti così»

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LEGNANO – Un appello a tornare al dibattito politico e al confronto democratico, abbandonando il campo dello scontro anche sul piano personale. Lo ha lanciato oggi, domenica 3 settembre, il sindaco di Legnano dopo la rissa verbale che ha chiuso anticipatamente il consiglio comunale dell’altra sera.

La presa di posizione del primo cittadino segue quella, attesa, dei partiti di maggioranza; ne era inoltre annunciata una di Fratelli d’Italia, a spiegare l’uscita dall’aula anche dei suoi consiglieri, unici fra quelli di opposizione presenti a seguire i consiglieri di maggioranza. Di seguito, il testo completo del commento di Radice.

Dibattito ridotto a rissoso salotto tv

Ancora una volta il consiglio comunale da luogo di confronto democratico è stato ridotto a una diretta televisiva fatta di urla, diffamazioni, allusioni, provocazioni da bar. Nel Consiglio di venerdì 1 settembre una consigliera di minoranza ha calunniato un consigliere comunale – questa volta coinvolgendo il padre – e rivolto accuse contro un non meglio identificato consigliere di maggioranza. Ancora una volta il consiglio comunale è usato come luogo di intimidazione e offesa personale anziché di confronto politico tra idee e visioni diverse.

Lo chiedo a tutti, a me stesso per primo: si abbandoni il campo dello scontro e si torni su quello del confronto democratico, anche duro, ma mai mirato a infangare la persona; piuttosto a dimostrare la bontà o la fallacia di idee e azioni.

Cittadini disgustati

È ora di farlo, perché quanto visto nell’ultimo consiglio purtroppo non è un fatto isolato, ma è il culmine di una serie di episodi succedutisi negli ultimi tre anni e che stanno creando un clima che non fa bene a nessuno, né dentro né fuori la Casa Comunale. Un clima che sa più di guerra che di confronto dialettico, come la politica, a ogni livello, deve essere. Un clima ingigantito ed esasperato sui social da campagne denigratorie che paiono montate ad hoc. Un clima che disgusta la maggioranza dei cittadini con cui parlo quotidianamente.

Nell’ultimo consiglio comunale la reazione della maggioranza e di una parte della minoranza a tale imbarazzante e deplorevole situazione è stata quella di abbandonare l’aula in segno di protesta. Ma non si può andare avanti così.

Recuperiamo spazi di dialogo

Siamo arrivati a un punto in cui abbiamo bisogno tutti, maggioranza e minoranze, di recuperare spazi di dialogo e di confronto, non di continua provocazione, calunnia e insulto. Auspico che in aula si torni, dalla prossima seduta, a dibattere nei toni consoni a una sede istituzionale e a confrontarsi unicamente su questioni di interesse pubblico, quelle che interessano i nostri cittadini e quelle sulle quali tutti, maggioranza e minoranze, saremo giudicati.

È ora di svelenire il clima della politica legnanese e che chi vuol far politica con le idee e non la guerra alle persone faccia un passo avanti.

Lorenzo Radice

Sindaco di Legnano

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