Un legnanese su tre vive da solo. Indagine di Spi Cgil per prevenire l’esclusione sociale

legnano società cgil questionario

LEGNANO – Quali sono le principali difficoltà incontrate nel rapporto con servizi e uffici? Per quali servizi si rivolgerebbe più volentieri allo sportello sociale? Quali ritiene le iniziative più efficaci per individuare tempestivamente le situazioni di fragilità? E ancora: dove bisognerebbe eliminare una barriera architettonica? Quali soluzioni pratiche suggerisce per consentire di fare la spesa nei quartieri sprovvisti di negozi di generi di prima necessità? Sono alcune delle domande contenute nel questionario predisposto dal ricercatore Francesco Montemurro, già direttore dell’Ires-Istituto di ricerche economiche e sociali Morosini, per l’indagine sull’isolamento sociale a Legnano che sarà condotta da Spi Cgil in collaborazione con il Comune e presentata ieri, giovedì 12 giugno (nella foto).

L’obiettivo è il contrasto alle fragilità, causa di vulnerabilità, anche attraverso la verifica e il giudizio degli effetti sull’azione amministrativa di quanto emerso dalla precedente ricerca sul welfare locale realizzata tra 2022 e 2023. Il questionario è disponibile a questo link e potrà essere compilato da tutti i cittadini online entro il 30 settembre; chi ne avesse bisogno sarà assistito nella compilazione presso gli sportelli sindacali. Per eventuali informazioni è possibile contattare lo 0331 471526.

Radice: «Nuovi servizi per nuove necessità»

In base ai dati forniti pochi giorni fa a Legnano una persona su tre vive da sola. Non solo: «La città è cresciuta ancora – ha osservato il sindaco Lorenzo Radice – non per un rapporto positivo nascite/morti, ma per il saldo di immigrazione, non straniera ma dal territorio: un migliaio di abitanti su 2.500 nuovi arrivati provengono dai comuni confinanti. Numeri che dicono che stiamo lavorando nella direzione di una città-polo che si candida a investire su una serie di servizi per la popolazione.

«Questo apre una riflessione sul rapporto con i comuni contermini – ha proseguito Radice – ma pone anche una serie di problemi che si risolvono costruendo una rete di sostegno alla persona: uno sforzo che va ben al di là dei servizi sociali, coinvolgendo altri settori come l’urbanistica e le opere pubbliche. Ricerche come questa saranno fondamentali per tracciare i percorsi di lavoro del prossimo futuro. E qualcosa si comincia a vedere»: è il caso delle strutture nuove o rinnovate quali lo Spazio 27b in Canazza, il centro civico Pertini a Mazzafame, le sedi associative e per attività di aggregazione come l’ex scuola Cantù e, prossimamente, la palazzina di via Venezia e il centro civico San Paolo.

Tanti problemi, ma anche soluzioni

«Dalla precedente ricerca – sottolinea la vicesindaco e assessore al “benessere e sicurezza sociale” Anna Pavan – è emersa la mancanza di aree di socializzazione e la richiesta di riqualificazione di luoghi pubblici oggetto di degrado, prima necessità espressa dal campione di anziani nella precedente indagine e su cui l’azione amministrativa c’è stata. Altro elemento segnalato, la povertà: anche su questo qualcosa è stato fatto, ad esempio con i custodi sociali del Comune e di Aler. Ancora, l’accesso ai servizi risulta per molti frammentario, difficile, anche a causa della burocrazia: per questo il Comune ha sottoscritto un accordo con i sindacati anziani per superare queste difficoltà a partire dai servizi sanitari, sociali e sociosanitari».

La prossima azione sarà la mappatura degli sportelli di ambito sociale e socio-sanitario ad accesso diretto, che sarà condotta insieme con Asst, Ats, uffici comunali, sindacati e associazioni. Fra gli obiettivi del progetto sono poi indicati: potenziare l’informazione sui servizi disponibili, numerosi, diversi ma poco conosciuti il che, unito alla burocrazia, frena i cittadini dall’usufruirne; creare occasioni di socializzazione, anche con scambi intergenerazionali; migliorare il collegamento tra politiche sociali e urbanistiche; potenziare il contrasto al disagio economico e alla povertà; promuovere strategie di autoprotezione e comportamenti sicuri.

«Dalle risposte individuali alle rivendicazioni collettive»

Il segretario generale Spi Ticino Olona Umberto Colombo rimarca le scelte a monte di questa seconda indagine sociale in pochi anni: «Anziché limitarci a una ricerca e a un convegno per illustrarla, abbiamo preferito raccogliere i bisogni concreti e procedere nella contrattazione sociale con l’amministrazione comunale per dare risposte altrettanto concrete. L’isolamento sociale deriva in parte da problemi di reddito, ma vi concorrono altri fattori quali la lontananza dei familiari, la posizione dell’abitazione, la mancanza di alfabetizzazione informatica. Per farvi fronte, il nostro diventa così un sindacato di responsabilità e di prossimità».

Concetti ribaditi dalla segretaria regionale Federica Trapletti: «Questo progetto rientra nella nostra attività fondamentale che è il confronto con i Comuni e con le istituzioni locali sociali e sanitarie che hanno a che fare con la popolazione non solo anziana. L’obbiettivo è trasformare risposte individuali in rivendicazioni collettive, nella convinzione che le prime siano estemporanee rispetto ad un’emergenza ma non risolvono i problemi. In Lombardia il welfare è visto come assistenza, da garantire attraverso provvedimenti-tampone come i bonus, col risultato che poi ci si trova nella situazione di partenza, se non più grave. Sanità, trasporti, sicurezza determinano la qualità della vita di una comunità oltre a fiscalità, servizi, assistenza domiciliare: vanno inseriti in un percorso che stiamo sperimentando con il Comune di Legnano per una visione a 360° delle condizioni di vita dei cittadini, percorso che speriamo di esportare in altri comuni».

Libri, convegno e spettacoli “Senz’Hacca”. A Legnano il 1° festival della cultura inclusiva

legnano società cgil questionario – MALPENSA24
Visited 327 times, 1 visit(s) today