Pro Patria, il futuro è già iniziato: Rosanna Zema in testa

BUSTO ARSIZIO – Zemalandia! La prima conferenza stampa della stagione 2025/26, tenutasi lo scorso mercoledì allo stadio “Speroni”, ha segnato il cambio di passo. Sebbene dall’esterno non si sia del tutto compresa la portata dell’ambizioso progetto quinquennale biancoblù, dall’interno della sala “Adamo Cocco” si è invece percepita la sensazione di essere alle prese con una svolta (forse) epocale per il futuro tigrotto.
In un passaggio ideale di consegne, l’avvocatessa Rosanna Zema – tutt’altro che una semplice rappresentante della Finnat… – si è presa insomma le chiavi di via Ca’ Bianca, facendo intendere – con passione e risolutezza, savoir faire e fermezza – che il futuro alla Pro Patria è già iniziato, con il confermatissimo Sandro Turotti messosi già al lavoro per contattare giocatori (ieri le prime “convocazioni” telefoniche) e sondare l’allenatore (non sarà un esordiente).

Siamo fatti così

E dato che l’attenzione alla piazza – come dichiarato dalla stessa avvocatessa Zema – sarà uno dei punti cardine del nuovo corso biancoblù, abbiamo voluto dare spazio ad un commento (di un tifoso non certo dell’ultima ora…) che ci ha particolarmente colpito, perché condensa – in un pensiero intriso di spunti e concetti, magari un po’ frenetici ma non certo banali – l’essenza del sostenitore bustocco: un po’ borbottone e critico per natura, inevitabilmente realista e pessimista per essere nato a Busto e per tifare la Pro (mai una gioia…), ma allo stesso tempo romanticamente di cuore, desideroso – dietro all’inevitabile corazza di chi ha sofferto troppo per questi colori – di voler finalmente provare a sognare.

“Speravo in altre notizie. La Testa che fino a ieri voleva andarsene, rimane al timone con progetto di cinque anni. La finanziaria con quote minoritarie dovrebbe investire quel quid di soldi in più per fare qualcosa di più degli ultimi anni che in assenza non si farebbero. Si dovrebbe organizzare la struttura societaria…va bene ma forse il DG non serve… speriamo almeno di non fare cinque strade per rinnovare l’abbonamento. Si parla di strutture e altro…ma il Comune è sempre quello che per fare un simil sintetico ci ha messo decenni e ha svenduto il parcheggio davanti allo stadio ai cugini…ed ultimo lo spettro dei contratti rinnovati…cmq la colpa è dei tifosi che si sono allontanati e dei volontari del Museum e di chi organizza tornei e feste per la Pro Patria…lo spirito vero è invece di quelle persone che c’erano al Daghidaponta e alle varie Feste degli Ultras e del Pro Patria Club…FORZA PRO SEMPRE”.

Paura di volare, paura di sognare

Al buon Luca, rappresentante (moderato) di una famiglia che ha da sempre la Pro nel cuore, rispondiamo con la frase che più di tutti ci ha colpito durante la conferenza stampa, al pari dell’amore vero e quasi protettivo di una figlia verso la propria madre e al di là persino delle dichiarate ambizioni (che ci sono per davvero), del sogno serie B (siamo stati troppo scottati per crederci), delle idee e dei progetti accennati (ma i primi cambiamenti in via Ca’ Bianca si sono già visti) e del potenziale economico dei soci e degli investitori (questo lo aggiungiamo noi).

Essere tifosi della Pro Patria non è soltanto un onore e un privilegio: è una cosa che si tramanda.

Nella dichiarazione di Rosanna Zema, da noi probabilmente un po’ romanzata, c’è però il manifesto del tigrottismo, di chi ama questi colori, questa maglia e questa storia. Da tramandare di padre in figlio (o per essere più attuali di madre in figlia), di generazione in generazione.
In attesa della riammissione in serie C, e di svelare i nomi dei compagni d’avventura (tenetevi forte…) di Luca Bassi, la Pro Patria resta femmina, ma ha una nuova condottiera: Rosanna Zema.

La nuova Pro Patria non si nasconde: “Progetto ambizioso”. Cinque anni per sognare

 

Pro Patria Rosanna Zema – MALPENSA 24
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