LEGNANO – Uno sguardo al futuro, dai trasporti al ruolo di “capoluogo” dell’Altomilanese. È quello lanciato da Legnano nell’ultimo consiglio comunale prima delle elezioni: proprio al termine dei lavori, intorno a mezzanotte, sono stati votati all’unanimità (assente il centrodestra per la concomitante apertura della sua campagna elettorale) due documenti, una mozione e un ordine del giorno, presentati dalla minoranza e che impegnano la prossima amministrazione in due ambiti strategici.
Sì dell’ultimo consiglio comunale a due documenti-chiave
Come sottolineato dai consiglieri Franco Brumana e Federico Amadei, Legnano «corre il rischio di sopportare gli oneri del futuro terzo binario senza usufruire dei benefici». Preso atto che la città è il luogo di partenza quotidiano per migliaia di pendolari diretti principalmente a Milano, occorre aumentare la frequenza dei treni che vi fermano, trasformando quella che oggi è una semplice fermata in una stazione.
La differenza è sostanziale: una stazione comporta più binari, quindi la possibilità di avere più corse locali in aggiunta al transito dei treni che non fermano a Legnano; inoltre permetterebbe di rendere Legnano capolinea di alcune corse, che farebbero così da “navetta” tra la città e il capoluogo, con grande frequenza. Il modello citato è quello di Saronno, dove i treni che sostano (in quel caso non solo diretti o provenienti da Milano) hanno una frequenza simile a una metropolitana. Nel caso di Legnano, la città si troverà presto a metà strada tra i due poli di Rho (con la Fiera e il Mind) e Milano da una parte e della Malpensa dall’altra, grazie al collegamento “a Y” con l’aeroporto.
Da fermata a stazione ferroviaria

Va da sé che una stazione comporterebbe anche una struttura più ampia e accogliente per i viaggiatori (nella foto sopra, quella attuale), più parcheggi e un capolinea degli autobus così da diventare un punto di interscambio gomma/ferro da cui trarrebbero beneficio anche il traffico (auto)stradale e l’ambiente.
Quanto al trasporto pubblico su gomma, gli stessi consiglieri hanno impegnato i futuri amministratori legnanesi a «continuare il confronto con le autorità pubbliche che hanno stabilito di eliminare l’arrivo degli autobus nel centro di Milano, per esigere con fermezza che questa decisione venga subito modificata. È importante che l’attuale servizio continui a giungere fino a piazza Cadorna, o comunque in prossimità di fermate della metropolitana vicine al centro, e non venga limitato a luoghi più periferici di Milano (come Molino Dorino, nda), per evitare un aggravio ulteriore del servizio ferroviario, determinato dai pendolari che abbandonerebbero il servizio degli autobus per utilizzare il treno».
«Dare esecuzione alle zone omogenee»
Il secondo documento ha una portata ancora maggiore sul piano politico-amministrativo del territorio. Legnano chiederà a tutti i sindaci dell’Alto Milanese di sollecitare Regione e Città Metropolitana ad occuparsi delle “zone omogenee”, ovvero le articolazioni sovracomunali “per l’organizzazione in forma associata di servizi comunali e per l’esercizio delegato di funzioni di competenza metropolitana”: in buona sostanza, un decentramento di poteri e competenze dal capoluogo alla sua provincia.
L’istituzione delle zone omogenee è prevista fin dal 2014; l’anno seguente è stato approvato il relativo e indispensabile trasferimento di risorse umane, finanziarie e strumentali dalla Città Metropolitana. Ancora, nel 2017 il Consiglio Metropolitano ha definitivamente approvato la costituzione e la delimitazione delle zone omogenee: fra queste, quella dell’Alto Milanese comprendente Legnano e altri 21 comuni per un totale di 260.000 abitanti. Peccato tutte queste disposizioni siano rimaste lettera morta.
«Inspiegabilmente a tutt’oggi questi atti sono stati dimenticati – lamentano Amadei e Brumana – Nell’Alto Milanese è stato istituito un Patto dei Sindaci, che però non è un organo istituzionale, né tantomeno un ente di autonomia locale. Per queste ragioni, chiediamo di dare attuazione alle disposizioni citate, anche alla luce delle eventuali future modifiche che saranno introdotte». Sarebbe un bel cambio di passo in molti ambiti, oggi trascurati dalla metropoli.
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