A Legnano con l’università formazione e ricerca. «Capitolo nuovo nella storia della città»

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Da sinistra: Giorgio Mantoan, Lorenzo Radice e Marina Brambilla

LEGNANO – Pubblico delle grandi occasioni oggi, mercoledì 11 febbraio, a Palazzo Malinverni per l’attesissima presentazione dell’intesa fra Università Statale di Milano (UniMi), Città Metropolitana di Milano e Comune di Legnano per realizzare un insediamento universitario nell’ex Manifattura (nelle foto). In Sala Stemmi rappresentanti dell’economia, dell’istruzione e della formazione del territorio, oltre al candidato sindaco del centrodestra Almici e ai sindaci di Canegrate Modica e di Rescaldina Ielo. «Una cosa che la città aspettava da tanti anni – ha esordito il sindaco Radicetrasformare questa e magari altre aree della città da icone del passato a simbolo del futuro. Con la firma di questo atto, una firma che ogni sindaco sogna di mettere, apriamo un capitolo nuovo, che vogliamo scrivere insieme anche con le categorie produttive, i sindacati, i sindaci.

«Abbiamo avviato un movimento che ha già portato entusiasmo ed energia in città e nel territorio e che comporterà investimenti sia pubblici sia privati. In concreto, oggi apriamo un tavolo di lavoro che permetta anche a strutture tecniche di progettare l’utilizzo degli spazi della Manifattura che la proprietà metterà a disposizione dell’Università Statale, con il supporto di Città Metropolitana. Legnano si conferma città che attrae. Ora investiamo in luoghi che cambieranno la propria vocazione, per diventare la città del sapere».

Collaborazione avviata da tempo per Medicina

Gli spazi in cui entrerà l’Università, pari a 4.000 metri quadri, saranno quelli meno “nobili” (e meno tutelati) dello storico complesso, ovvero i vecchi capannoni. Il progetto, che sostituisce quelli ipotizzati in passato di un mercato coperto o di una biblioteca e affiancherà quelli residenziali, ha preso il via la scorsa primavera dopo l’approvazione dei presupposti normativi, come il nuovo Pgt; inoltre riguarda un ambito di trasformazione complesso, per cui ci si attende la disponibilità nel giro di 2 o 3 anni, in sinergia con l’operatore privato che investirà nello stesso complesso, Officine Mak. Non è escluso l’impiego di altre aree urbane da riutilizzare, come l’ex ospedale.

Attualmente UniMi collabora con l’Asst Ovest Milanese con una convenzione per il corso di laurea in Infermieristica all’ospedale di Magenta e la convenzione sanitaria per gli studenti e i tirocinanti dei corsi di laurea in Medicina e chirurgia. Nella stessa Asst, inoltre, sono presenti 20 scuole di specializzazione, mentre all’interno dell’ospedale di Legnano si contano quattro corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, le attività di tirocinio pratico valutativo, le attività didattiche professionalizzanti dei corsi di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche e in Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche.

Brambilla: «Attori della rigenerazione urbana»

«Ora rafforziamo la nostra collaborazione – ha spiegato la rettrice di UniMi Marina Brambilla – con un protocollo che per noi è un impegno pubblico importante in un’ottica di sussidiarietà e collaborazione su progettualità condivise in tema di formazione e di rigenerazione urbana. La Statale è ormai un attore importante anche della rigenerazione di diversi luoghi, dal campus al Mind a quello di veterinaria a Lodi, alla sede nell’ex Marelli. Ringraziamo per la generosa offerta che ci viene fatta. In questa zona contiamo di lavorare insieme sia per la tutela delle memorie industriali, sia per un obbiettivo che guardi al futuro a beneficio dell’interesse comune in un contesto di competitività. Vogliamo portare non solo studenti, ma ricerca, sviluppo, tecnologia e interazione con il mondo produttivo».

Brambilla ha poi aperto la porta ad altre progettualità didattiche: «Noi siamo pronti, i corsi interessati esistono già. Lancio la proposta di uno studio di settore su quello che c’è e quello che manca ed è nei desideri degli studenti superiori come del tessuto produttivo e degli Ifts, così da pensare a ulteriori corsi di formazione terziaria, senza duplicare l’esistente».

«Sito ideale, occasione di sviluppo»

Per Giorgio Mantoan, consigliere delegato a sviluppo economico, politiche giovanili, rapporti con sistema delle università della Città Metropolitana di Milano, «quella di oggi è davvero una bella giornata dopo un percorso di lavoro durato mesi, con un partenariato strategico inserito in un nostro piano istituzionale preciso. L’arrivo dell’università a Legnano è l’occasione per scrivere una nuova pagina nella storia di questo territorio e dare un nuovo futuro a questa comunità. Non sarà un semplice trasferimento di attività ma qualcosa di nuovo, una occasione di crescita, sviluppo, benessere. Quello che faremo qui può essere anche una guida per quello che faremo altrove».

Francesco Blasi, prorettore ai rapporti con il sistema sanitario di UniMi, ha indicato la parola chiave in «visione: quella che sottende tutto questo lavoro. La formazione dei giovani passa attraverso l’innovazione didattica, l’idea è sviluppare ulteriormente la collaborazione con Legnano e Magenta, con la possibilità di portare ad esempio una parte della simulazione clinica, attirando nuovi talenti. L’obiettivo è costruire un modello integrato di tre pilastri: formazione, assistenza, ricerca. Molto importante l’interesse delle imprese del territorio. è un processo che parte su basi molto solide e su cui vogliamo lavorare per raccogliere risultati al più presto». Il direttore generale di UniMi Angelo Casertano ha infine confidato che il team milanese è rimasto colpito da cose quando è venuto per la prima volta in città: «Il luogo, meraviglioso dal punto di vista architettonico e con una grande storia. Ci brillavano gli occhi a pensarlo popolato di studenti e ricercatori. È in pieno centro, a breve distanza dalla stazione, logisticamente perfetto. La seconda cosa è stata l’entusiasmo del sindaco, dell’assessore e del consigliere Mantoan, abbiamo avuto l’impressione di una grande visione».

In attesa di presentare domani le ricadute urbanistiche del progetto, l’assessore comunale all’urbanistica Lorena Fedeli ha sottolineato «la vicinanza a Mind e Malpensa, oltre al fatto che il tessuto industriale si è messo a disposizione per collaborare, dando ancora più completezza al progetto per generare un cambiamento del nostro territorio. Legnano è stata individuata come città polo per operazioni di carattere sovracomunale, restituiremo uno spazio chiuso alla città e al territorio dandogli una funzione nuova».

Ma Brumana: «Una bufala elettorale»

Assai più scettico sui contenuti dell’intesa il consigliere di minoranza Franco Brumana, per il quale «sarà istituito solamente un tavolo di lavoro per valorizzare gli immobili degradati e semplicemente “valutare la possibilità” di collocarvi strutture per l’attività universitaria della Facoltà di Medicina. Non verrà quindi aperta un’università di Medicina, che invece sarà collocata a Rho presso il Mind, dove verrà realizzato con il costo di 600 milioni di euro un campus universitario e collocate anche le Facoltà di Agraria, Scienze e Farmacia. Quindi la notizia della trasformazione di Legnano in “città universitaria” è del tutto infondata. A questo punto è necessario smentire le false notizie sulla Università di Legnano che hanno creato illusioni nei cittadini e che altrimenti comprometterebbero la correttezza delle prossime elezioni creando gratitudine e consensi ingiustificati».

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