BUSTO ARSIZIO – Omicidio di Vasilica Potincu, rigettata la richiesta di rito abbreviato per il 29enne Andrea Mostoni, operaio di Robecco sul Naviglio fermato pochi giorni dopo il delitto consumatosi lo scorso 25 maggio a Legnano.
Giudizio immediato
Il Gup del tribunale di Busto Arsizio Stefano Colombo si è pronunciato nella tarda mattinata di oggi, venerdì 16 gennaio, dopo una breve camera di consiglio. Per Mostoni si procederà quindi con il giudizio immediato davanti alla Corte d’Assise il 27 gennaio così come chiesto dall’accusa. Il Pubblico Ministero di Busto Arsizio Ciro Caramore, che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Legnano, è certo del quadro accusatorio a carico del giovane che, invaghito della bella escort, le avrebbe prestato circa 70mila euro forse convinto che la donna avrebbe cambiato vita. Al 29enne viene contestata l’aggravante della premeditazione.
L’accusa
Secondo quanto ricostruito dall’accusa Mostoni si sarebbe infilato nell’appartamento della vittima approfittando della porta lasciata socchiusa per discrezione nei confronti dei clienti e l’avrebbe poi uccisa accoltellandola al culmine di un litigio, ipotizza la procura, per la restituzione dei soldi.
Telecamere e cellulare
A carico del 29enne, che ha sempre negato ed è sempre rimasto chiuso in un silenzio definito “glaciale” dagli inquirenti ci sarebbero diversi elementi. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza che immortalano un uomo corrispondente a lui e con indosso indumenti identici a quelli poi ritrovati dai carabinieri nell’abitazione del giovane accanto alla palazzina dove è avvenuto l’omicidio. Ci sono poi le immagini registrate dalle telecamere ai varchi dei vari comuni che identificano un’auto identica a quella di Mostoni che compie il tragitto per raggiungere il luogo dell’omicidio e poi torna verso Busto Garolfo dove quella sera il 29enne aveva appuntamento con alcuni amici ai quali ha mandato un messaggio “Arrivo tardi”.
E c’è poi uno dei cellulari in uso alla vittima sparito dopo l’omicidio che, tracciato, mostra un percorso che incrocia quello di Mostoni: i due dispositivi si agganciano prima a Canegrate – dove l’uomo avrebbe incontrato alcuni amici – poi si spostano verso Busto Garolfo. Da lì, il segnale del cellulare della donna sparisce nel nulla. Elementi che avevano già retto al vaglio del Riesame che aveva rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Emanuela Re, difensore di Mostoni.
