L’Europa incalzata dal popolo delle Tre Erre

germania elezioni destra
L'entusiasmo dei vertici di Afd dopo i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt

di Massimo Lodi

Dobbiamo farcene una ragione. Pur senza darle ragione. La destra estrema avanza, ruba voti ai conservatori della sua parte, irride i moderati. Pesca anche nel bacino della sinistra sinistra. Infine riesce a mobilitare gli astensionisti. È questo il mix che consente all’Afd di trionfare nel land Sassonia-Anhalt, ex Germania Est. Vale da sola più di Cdu e Spd messe insieme, promette d’allargarsi al resto del Tedescume, getta un seme che può attecchire altrove, nel Vecchio Continente a corto di nuovo fiato politico. Qui sta il pericolo.

Tra meno di due settimane si vota in Svezia, poi toccherà a Spagna, Grecia, Polonia, Francia, Italia. Rischio elevato d’uno sconfittone liberal-democratico, se non si corre subito ai ripari. Ripari di ferro, mica di cartapesta. Cioè: o riforma del modo (dei modi) di governare, iniziando dalla Ue di Bruxelles-Strasburgo; o resa incondizionata all’alternativa populista, nostalgica, radicale nel suo totalitarismo contemporaneo. Tradotto: prima i nativi, a seguire i non. Anzi: a seguire un tubo. A casa, semmai. E di corsa, quelli che non son venuti al mondo in una casa di qui. Da genitori di qui. Da una storia di qui. Dai normal one di qui.

Cosa muove una gran massa di cittadini a simile determinazione? Mancanza di lavoro, mancanza di sicurezza, mancanza di background storico, mancanza d’istituzioni dallo spirito pratico. Già, le istituzioni: troppe parole, pochi fatti. Echi neonazisti nelle idee dell’Afd, certo sì. Ma specialmente l’eco d’una controrivoluzione proveniente dal basso più che da lontano. Dai delusi, dai sofferenti, dai trascurati. È la gente delle tre erre: Rancore, Rabbia, Rivolta. Ha atteso la quarta erre, finalmente una Risposta ai suoi bisogni, e non è arrivata. Son di conseguenza arrivati i voti di protesta. Vero: complesso è il mondo, e difficile trovar soluzioni a tanti guai. Vero bis: impegnarsi a trovarle, salvo dimenticarsene, rappresenta più che uno sbaglio. Rappresenta un delitto. Il risultato eccolo lì, nei numeri di questa denunzia in primis umorale/sentimentale. Ci avete preso in giro, ora vi facciamo girare noi.

Sarà il caso di provvedervi dringend, d’urgenza, in terra Deutsch e fuori di essa. Ridicolo immaginare cordoni sanitari, grand’intese ad excludendum, intortamenti buoni una volta e ormai rancidi. Quando l’eccezione fa premio sulla regola, bisogna cambiare la regola anziché demonizzare l’eccezione. E dunque: via le ambiguità di partito e coalizione, su versante di destra e di sinistra; via i calcoli di bottega tattico-egoistici d’un rosario di patetici leader; via le ossessive distinzioni circa l’etos di valori che impernia di sé, non può che imperniare di sé, qualunque formazione voglia accreditarsi come negazionista di cupidigia autoritaria. Vale in Europa, vale in Italia. Dove assistiamo al surreale spettacolo d’una maggioranza in cui risiede chi (Salvini) plaude alla novità-shock del mondo crucco, chi (Tajani) s’indigna del clamoroso verdetto, chi (Meloni) evita di dichiarare alcunché. Se l’Europa non è credibile, noi cosa siamo? Nell’attesa d’analizzare bene perché a Magdeburgo ha vinto Ulrich Siegmund, a Roma si sforzassero d’analizzarsi meglio con Sigmund Freud.

germania elezioni destra – MALPENSA24

 

 

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