L’ex assessore subito all’attacco. Troppi parenti in maggioranza a Gorla Minore

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GORLA MINORE – Ci vuole coraggio per scendere dal carro dei vincitori e arrivare in consiglio a dire (ma anche a non dire, pur facendolo poi capire): «Grazie. è stato bello, ma io la penso diversamente e difendo la mia libertà di poterlo anche dichiarare».

E quel coraggio l’ex assessore Stefania Rossetti ce l’ha. Perché è vero che non ha spiattellato fino in fondo le ragioni (e devono essere state tante e pregne per lasciare la giunta dopo pochi mesi) del suo addio, ma una volta vuotato il sacco ha subito fatto capire che, se sarà il caso, non sarà tenera.

Le martellate dell’ex

E l’occasione per mostrare la sua tempra, l’ex assessore l’ha avuto sul punto della modifica del regolamento. «Se fossi stata in giunta non avrei accettato questo punto – dice – e il fatto che sia stato portato in consiglio mi ha delusa. Questa modifica cancella la partecipazione pubblica preventiva e riduce la trasparenza e la possibilità della partecipazione democratica. Voto contro». Decisivo per bocciare (al momento) il punto, perché per far passare la modifica servivano i 9 voti.

Mancanza di trasparenza e democrazia

Per restare in tema modifica di regolamento, anche Fabio Lorvetti, capogruppo di minoranza (Una comunità rinnovata) ha sottolineato «il tentativo antidemocratico», ricordando che in «sei mesi questa amministrazione ha fatto passare 7 regolamenti, 2 modifiche di statuto e altrettante modifiche di statuto comunale. Senza mai una volta rispettare il passaggio che prevede il momento partecipativo».

Fabiana Ermoni, il sindaco, ha provato a tagliare corto: «Ci sono altri momenti partecipativi come la pubblicazione del pgt o i consigli comunali dove quasi mai ci sono cittadini presenti, che non vengono sfruttati dalla gente. Poi siccome questo punto non è mai stato rispettato anche da chi ci ha preceduto e mai nessuno ha sfruttato l’occasione di dare il proprio contributo, toglierlo non è mancanza di democrazia, ma efficientamento delle procedure». Pleonastico dire che sia Rossetti, sia Lorvetti, hanno “censurato” il sindaco su questa teoria.

Quindi che succede a Villa Durini?

Vox populi, ma anche un post dell’ex sindaco Vittorio Landoni, parla di troppi parenti in maggioranza. Non è un segreto, infatti, che Rossano Belloni è lo zio del sindaco e che il sindaco è anche nipote di Ferruccio Vignati, nominato capo staff del primo cittadino.

Ma a quanto pare non è una questione di un solo albero genealogico, poiché anche la vice sindaco, Laura Bonfanti è nipote di Sandro Bonfanti, gorlese e attualmente assessore in quel di Marnate.

Quindi? Pare che a creare le fibrillazioni in questa maggioranza, nata dalla pax politica – fino a quando reggerà? – tra Belloni e Bonfanti, siano non tanto le parentele (vabbè, soprassediamo su quanto sia opportuno avere in squadra parenti), quanto le ingerenze dei familiari. Anche ieri, prima del consiglio c’è chi spiffera di una riunione di maggioranza frizzantina.

Ora bisogna capire quanto il venticello delle malelingue sia aria mefitica o buriana concreta. Lo si vedrà nella prossime settimane. Nel frattempo, occorre registrare che al consiglio di ieri – martedì 16 luglio – tra il pubblico c’erano Luca Calamari, segretario di Fratelli d’Italia Sud Valle Olona e Luca Vergani, segretario di Forza Italia Marnate in missione perlustrativa. Insomma, non è che a Villa Durini sia esattamente tutto tranquillo e sereno.

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