VARESE – Due sedi, un polo scientifico e un ambizioso progetto che potrebbe contribuire al rilancio dell’ospedale di Busto e Gallarate, realtà che potrà godere (si spera quanto prima) di una nuova struttura, ma anche di una preziosa e più solida collaborazione con l’Università dell’Insubria. Del radicamento dell’ateneo a Varese, del consolidamento della sede di Como e del progetto universitario su Busto ne ha parlato la rettrice Maria Pierro nella sede del rettorato di via Ravasi a Varese, dove oggi, venerdì 31 ottobre, ha incontrato l’editore di Malpensa24 Fabrizio Iseni e il direttore Vincenzo Coronetti.

Polo scientifico di Busto
L’iter è stato avviato alla luce di un’approfondita indagine con gli stakeholder e, tra le nuove iniziative formative, l’attivazione di un corso di laurea in Farmacia è certamente una delle più importanti. «Tra gli obiettivi inseriti nel programma di mandato la revisione del ruolo dell’ ateneo su scala provinciale, regionale e nazionale era un pilastro fondante – ha detto la rettrice Pierro ai microfoni di Malpensa24 – e lo sviluppo di un polo scientifico universitario a Busto va proprio in quella direzione. Vogliamo potenziare la presenza dell’Insubria anche nel sud della provincia dove da anni abbiamo attivato corsi di laurea magistrale Biomedical Sciences, infermieristica, scienze motorie preventive e adattate, BioSos: Biologia e Sostenibilità. L’obiettivo è arrivare ad avere un polo scientifico di ricerca in Farmacia e scienze farmaceutiche».
Università e ospedale
Non solo. La rettrice Pierro ha le idee chiare anche sui futuri rapporti tra università e ospedale. «Che – ha aggiunto – vanno rafforzati fin da ora nell’ottica di quando sarà operativo il nuovo presidio ospedaliero di Busto e Gallarate». Non un ospedale universitario, ma un’azienda ospedaliera che possa beneficiare della presenza dell’ateneo rafforzando un dialogo proficuo sia sotto l’aspetto medico che scientifico e professionale. «È Regione Lombardia che lo chiede e noi come università siamo ben lieti di poter lavorare a questa collaborazione».
Varese città universitaria
Tra gli obiettivi di mandato la rettrice punta anche a sviluppare la presenza su Varese. «Abbiamo la fortuna di avere un campus che, nel giro di tre anni, potrà contare su nuovi spazi. C’è un finanziamento di 13 milioni di euro del Ministero per realizzare un nuovo monoblocco a Bizzozero. Ma se davvero si vuol far diventare Varese una città universitaria, dobbiamo portare gli studenti in centro». Come? «Alcuni corsi di laurea – ha spiegato – potrebbero essere trasferiti negli spazi centrali dell’ateneo. Non quelli che hanno necessità di laboratori. Penso ad alcune materie umanistiche, ad esempio. Un ateneo, infatti, può essere una risorsa culturale, sociale ed economica importante per una città».
Como pari dignità
L’Insubria è oggi riconosciuta come università di riferimento del Nord-Ovest. Pierro sa bene che se l’ateneo vuole vincere le sfide del futuro deve rafforzare l’originario asse Varese-Como. «L’ateneo fin dalla sua origine ha avuto due sedi. È venuto il momento di far crescere la nostra presenza sulla città di Como e fare della nostra realtà una concreta università del territorio».
La prima rettrice donna dell’ateneo ha ben chiara la direzione da seguire e sa che gli obiettivi fissati si possono raggiungere mettendo in campo una serie di relazioni con le istituzioni locali e superiori. «A livello territoriale – così Pierro – abbiamo ottimi rapporti con il sindaco di Varese Galimberti che condivide il progetto di città universitaria; con il primo cittadino di Como Alessandro Rapinese, che ha mostrato concretamente di essere vicino all’Insubria e con il sindaco di Busto Emanuele Antonelli, che si è detto entusiasta della crescita del polo scientifico nella sua città».
