Liste elettorali: mai dire mai

elezioni centrodestra centrosinistra

Sabato 25 aprile, giorno che ricorda la Liberazione e termine ultimo per la presentazione dei candidati a sindaco e delle liste elettorali per le amministrative di fine maggio. Un mini test che, nel nostro territorio, vede coinvolti una manciata di Comuni. Se escludiamo Legnano, Somma Lombardo e, per alcuni aspetti che poi diremo, Luino, gli altri hanno valenza principalmente locale. Sarebbe però un errore sottovalutarne i risultati, soprattutto laddove sono presenti i simboli dei partiti.

Un mini test, dicevamo, che tocca molto da vicino il centrodestra, che si presenta a queste consultazioni con le cicatrici di convulse e aspre trattative (Somma Lombardo) e con colpi di scena che vanificano la necessaria unità (Legnano). Situazioni che minacciano seriamente l’esito positivo per le coalizioni che si rifanno al governo Meloni e finiscono per avvantaggiare gli avversari del centrosinistra. Avversari i cui sindaci hanno governato nel mandato che sta per concludersi e, in un certo qual modo, godono dei favori del pronostico.

Il centrodestra, insomma, deve convincere gli elettori della sua affidabilità amministrativa dopo che, vedi Somma Lombardo, si è automassacrato per la scelta dei candidati o, come a Legnano, ha perso importanti esponenti per strada, che ora si schierano con loro squadre contro gli ex partiti di riferimento. Un contesto fratricida, che di sicuro lascerà il segno. Salvo poi, ed eccoci a Luino, presentare uno schieramento che ha cancellato tutti i simboli di partito, mascherandosi da componente civica quando è scontato che sullo sfondo fanno capolino le segreterie. Lista il cui leader è il coordinatore provinciale e parlamentare di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini in contrapposizione all’altro centrodestra guidato da Furio Artoni.

Anche qui, in riva al lago, la composizione delle squadre in campo è stata macchinosa, al punto che Pellicini ha sciolto le riserve soltanto all’ultimo momento. A Luino non c’è il ballottaggio: vince al primo colpo chi prende un voto in più. Ma la presenza di un nome importante come quello dell’onorevole Pellicini rende l’appuntamento di maggio estremamente significativo, sia per la città sia per l’appeal dei meloniani destinato a riflettersi sull’intera provincia: il centrodestra sembra annaspare proprio nel capoluogo, Varese, e cerca di tenere botta a Gallarate e a Busto Arsizio. Tre città dove il rinnovo amministrativo è in agenda tra un anno.

Per tornare a noi, se il centrodestra ha la missione di riguadagnare il terreno perduto, il centrosinistra a Legnano, Somma e Luino è in corsa per la riconferma. Traguardo che sulla carta è alla portata delle aspettative, ma in politica le sorprese sono sempre all’ordine del giorno, al di là di sondaggi, certezze e analisi, Certo è che, stando così le cose, il centrosinistra sembra avere un po’ dappertutto la strada spianata. L’ultima parola è però degli elettori. E, se prendiamo a paragone ciò che è successo con il referendum costituzionale sulla giustizia, è proprio vero: mai dire mai.

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