BUSTO ARSIZIO – Sono troppi i quasi due milioni e mezzo di extra-costi per l’ITS all’ex Macello di via Pepe: l’istituto di formazione non si farà. La decisione è stata comunicata ufficialmente a Regione Lombardia, che aveva assegnato due milioni di euro di fondi del bando Arest al progetto dell’ITS all’ex Macello, come cofinanziamento di un progetto che, inizialmente, ammontava a 5,1 milioni di euro. Poi saliti a 7,5 milioni, principalmente a causa dell’aumento delle materie prime.
Il passo indietro
La rinuncia del Comune di Busto Arsizio comporta la perdita dei fondi regionali del bando Arest. Ma anche il risparmio, per palazzo Gilardoni, di 3,1 milioni che erano stati previsti, tramite l’accensione di un mutuo, per sostenere il progetto. Ora all’ex Macello, dove nel frattempo procede a pieno ritmo il cantiere PNRR per la riqualificazione della struttura, rimarrà da sistemare l’ultimo capannone – quello sulla destra entrando dal cancello principale di via Pepe – che era stato escluso dal progetto del “polo dei giovani” finanziato con il PNRR. Saltata l’ipotesi ITS (che oltre al capannone avrebbe comportato l’edificazione di una nuova struttura nell’area esterna dell’ex Macello), l’idea di palazzo Gilardoni è di provare a verificare se altre realtà in ambito scolastico o formativo possano avere interesse a farsi carico della ristrutturazione.
Il progetto
Il progetto ITS prevedeva che l’operatore del privato sociale Aslam, già capofila della Fondazione ITS Mobilita di Case Nuove, avrebbe attivato nuovi percorsi formativi professionalizzanti nei settori delle lavorazioni meccaniche e della logistica intermodale, come da analisi dei fabbisogni rilevati dal sistema produttivo locale. L’iniziativa era stata caldeggiata dall’allora assessore all’urbanistica e al patrimonio Giorgio Mariani, che dallo scorso autunno ha lasciato la giunta Antonelli. Sarebbe stato il completamento del “polo dei giovani” che si insedierà all’ex Macello una volta completato il cantiere PNRR.
Busto, dilemma ITS all’ex Macello: servono due milioni in più, il progetto è a rischio
