Busto, dilemma ITS all’ex Macello: servono due milioni in più, il progetto è a rischio

A sinistra, il capannone dell'ex Macello destinato ad ospitare una parte dell'ITS

BUSTO ARSIZIO – Potrebbe non vedere mai la luce il nuovo ITS all’ex Macello di via Pepe. Finanziato, solo in parte, da Regione Lombardia con due milioni del bando Arest, il progetto ha visto esplodere i costi a carico dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio: dai 3,1 milioni di euro inizialmente previsti, la cifra richiesta è salita a oltre 5,5 milioni. Un aggravio da quasi 2 milioni e mezzo che non convince del tutto palazzo Gilardoni. «Entro una settimana decideremo» fa sapere il sindaco Emanuele Antonelli. Non è a rischio invece il progetto PNRR per il “polo dei giovani” all’ex Macello, che procede a pieno ritmo in vista della scadenza della primavera 2026.

Il caso

Il “polo dei giovani” che sta nascendo all’ex Macello civico di via Guglielmo Pepe potrebbe perdere un pezzo importante. Il nuovo ITS, l’Istituto Tecnico Superiore post-diploma previsto nella parte destra dell’area (vista dall’ingresso di via Pepe), rischia infatti di rimanere solo sulla carta. L’aumento di oltre 2 milioni di euro rispetto al preventivo iniziale, dovuto (anche) all’esplosione dei costi delle materie prime, ha aperto una serie di riflessioni all’interno dell’amministrazione comunale: se vale la pena accendere un mutuo da 5,5 milioni di euro che va ad aggiungersi alle spese già messe in agenda per i cantieri del PNRR, incluso l’ex Borri che è stato stralciato dalle scadenze europee ma rimasto in piedi.

Il progetto

Il progetto originario, sostenuto dal bando Arest di Regione Lombardia, prevedeva un esborso da parte del Comune di 3,1 milioni di euro, tramite mutuo a fianco dei due milioni di finanziamento regionale. Risorse da investire per ristrutturare l’ultimo fabbricato dell’ex Macello escluso dal progetto PNRR – quello alla destra della “galleria” centrale – e per edificare un altro fabbricato nuovo di zecca da destinare alle aule scolastiche. Il Comune ha già in mano un accordo con ITS Mobilita Academy, che ha sede a Case Nuove, per concedere in affitto i nuovi spazi che ospiterebbero nuovi corsi dedicati al settore della logistica sostenibile per un totale di 100 studenti. Un’operazione che era stata fortemente voluta dall’allora assessore all’urbanistica Giorgio Mariani, che oggi non è più in giunta.

Il dilemma

Ora tocca all’amministrazione bustocca guidata dal sindaco Antonelli decidere se aggiungere altri 2,4 milioni di euro a carico del Comune oppure se rinunciare ai due milioni di finanziamento regionale del bando Arest. Anche perché Regione Lombardia, a cui Busto Arsizio ha bussato, non ha altre risorse da aggiungere. In caso di rinuncia, oltre a perdere l’occasione di avere in città un nuovo istituto scolastico che apre le porte per il mondo del lavoro (ai tempi creò polemiche la scelta di optare per l’ITS Mobilita invece che l’ITS Incom, che si è poi accasato a Gallarate con il progetto di palazzo Minoletti), palazzo Gilardoni risparmierebbe 3,5 milioni di euro ma rimarrebbe con una parte dell’ex Macello civico ancora da ristrutturare, a fianco del “polo dei giovani” che entro la primavera 2026 verrà completato.

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