Carraro su Hydra: «Mancata costituzione parte civile? Lonate non coinvolta»

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LONATE POZZOLO – «Dopo l’arrivo della comunicazione del procuratore Marcello Viola, la giunta si è riunita e ha esaminato quanto contenuto notando come il territorio di Lonate Pozzolo non fosse direttamente colpito dai fatti accaduti. E nessun lonatese fosse tra la lista degli imputati, contrariamente a quanto rilevato nel procedimento Krimisa». Per questo motivo il Comune di Lonate Pozzolo ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo Hydra, che ipotizza una consorteria tra mafia, camorra e ‘ndrangheta in Lombardia. Lo ha spiegato il sindaco Elena Carraro, questa sera – 29 aprile – in consiglio comunale, replicando a un’interrogazione presentata dalla minoranza di Uniti e Liberi.

Il processo Hydra

Il Comune di Milano, di Varese e di Legnano, ma anche la Regione Lombardia e la Città metropolitana di Milano, erano stati tutti ammessi come parti civili nel processo Hydra. Di recente, anche il Comune di Busto Arsizio si è costituito parte civile. Mentre Lonate Pozzolo ha deciso di non procedere in questa direzione. Ha spiegato Carraro: «Abbiamo ricevuto la comunicazione del procuratore Viola il 22 gennaio del 2026, l’unica pervenuta all’ente». La consulta della Legalità e la cittadinanza non sono state informate, «come a suo tempo – prosegue – non erano state avvisate dall’amministrazione Rosa per il procedimento Krimisa e per la decisione di costituirsi parte civile in quello contro l’ex sindaco lonatese ed altri imputati». E ancora: «Anche se la legalità è un principio assoluto, per tale costituzione il Comune ha sostenuto spese legali per un importo di 58.304,32 euro, ricevendo un risarcimento – a fronte di patteggiamento e ritiro dell’ente dalla costituzione di parte civile pari a 53.380 euro. Il Comune ha quindi subito una perdita di 4924,32 euro».
Si trattava, ha poi aggiunto, «di una mera comunicazione formale a valutare l’opportunità di costituzione. A cui non si era tenuti dare una risposta».

I motivi

Poi ha spiegato i motivi che hanno portato il Comune a non costituirsi parte civile: «Le valutazioni dell’amministrazione sono state condotte sulla base di approfondimenti tecnici e giuridici, nel rispetto delle prerogative degli uffici e delle competenze istituzionali, tenendo conto della complessità del procedimento, della posizione dell’ente e delle effettive condizioni per una costituzione di parte civile efficace e sostenibile». E poi: «L’azione amministrativa, infatti, non può essere ridotta a un mero atto simbolico, ma deve fondarsi su presupposti giuridici solidi e su una valutazione concreta dell’interesse pubblico, anche al fine di evitare iniziative che possano risultare inefficaci o addirittura controproducenti».

«Solo polemiche»

Poi l’attacco a Uniti e Liberi, facendo riferimento al Krimisa del 2019: «Gli odierni interroganti hanno avuto diretta responsabilità amministrativa. Nell’ambito dell’operazione si sono registrate condanne che hanno coinvolto personale dipendente dell’ente, oltre a soggetti riconducibili agli organi di governo dell’epoca. Una vicenda che ha prodotto un evidente e significativo danno di immagine per il Comune e per l’intera comunità lonatese». L’affondo: «In tale contesto, appare quantomeno singolare che l’amministrazione guidata dalla (attuale, ndr) consigliera Rosa non abbia ritenuto di procedere alla costituzione di parte civile, scelta che oggi viene invece sollecitata con riferimento a un diverso procedimento». E ancora: «Si evidenzia un’evidente discontinuità tra le posizioni assunte allora e quelle sostenute oggi, che rischia di configurarsi come un utilizzo selettivo e strumentale di strumenti giuridici e politici, piegati più a esigenze di polemica che a una reale e coerente tutela dell’ente». Carraro ha quindi garantito «la piena e costante collaborazione dell’amministrazione con le autorità giudiziarie e con tutte le istituzioni preposte al contrasto della criminalità organizzata, nonché l’impegno concreto e quotidiano nella promozione della legalità sul territorio».

La reazione della minoranza

Dura la reazione di Uniti e Liberi: «Secondo noi era moralmente doveroso ed etico costituirsi parte civile. Ignorare l’invito del procuratore ha stupito i cittadini», le parole di Nadia Rosa. Poi l’affondo: «C’è un po’ di confusione, non è una novità. La coerenza non è di questo mondo». Ha spiegato: «Il fatto che non ci siamo costituiti parte civile nel processo Krimisa è per noi un grande rimpianto, dovuta a inesperienza perché eravamo in amministrazione da poco», ha detto Rosa. «Ma ciò non giustifica quest’amministrazione a ripetere l’errore. Come si fa a dire che Lonate Pozzolo non è coinvolta?». Ha quindi concluso: «Qui la legalità è sempre dalla parte sbagliata. E questo comune non fa mai la scelta giusta».

Processo Hydra, Lonate non si costituisce parte civile. «Carraro sceglie di tacere»

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