Lonate, Appello bis per Liccati: chiesta la conferma della condanna

milano la russa denuncia

LONATE POZZOLO – Appello bis ieri, giovedì 13 novembre, per Orietta Liccati, dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione che ha di fatto cancellato la conferma della condanna a tre anni in secondo grado per la compagna dell’ex sindaco di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta, riportando il processo davanti ai giudici milanesi.

Le contestazioni

Entrambi furono coinvolti nel 2017 nell’indagine che portò all’arresto dell’allora primo cittadino. Lei, in quel periodo ricopriva il ruolo di assessore all’Urbanistica per Forza Italia a Gallarate.  Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero fatto parte di un ampio sistema corruttivo che avrebbe visto l’ex primo cittadino di Lonate Pozzolo ricoprire un ruolo apicale. Un sistema che mirava anche a favorire in ambito urbanistico l’attività del fratello dell’ex primo cittadino, Fulvio Rivolta, a sua volta indagato nel 2017, quale titolare dello studio Proget.

Chiesta condanna

In realtà la posizione di Liccati appare del tutto sfumata. Secondo l’accusa l’imputata avrebbe percepito una mazzetta da 13mila ma da 3.100 euro. L’avvocato Carlo Alberto Cova, difensore della donna, ha sempre sostenuto che in realtà quei soldi altro non erano che il legittimo compenso per un lavoro davvero svolto dalla professionista. Ieri il sostituto procuratore generale Angelo Renna ha chiesto, al termine di una breve requisitoria, la conferma della condanna per concorso in corruzione.

L’attacco della difesa

All’attacco, invece, il difensore. Che ha aperto la propria discussione con una domanda: perché le dichiarazioni di Danilo Rivolta sono state considerate credibili quando hanno portato ad inchieste che hanno coinvolto 300 persone e non lo sono quando invece raccontano dell’estraneità ai fatti di Liccati? Va ricordato che dopo l’arresto Rivolta fece dichiarazioni agli inquirenti dalle quali partirono due delle principali inchieste in provincia di Varese, e non solo, degli ultimi anni: Krimisa, che svelò i legami tra ‘ndrangheta e politica nel Varesotto, e Mensa dei Poveri, che portò all’arresto del plenipotenziaria di Forza Italia dell’epoca Nino Caianiello. In quei frangenti le parole di Rivolta furono giudicate attendibili, per quanto riguarda Liccati no. Perché? «Rivolta o è credibile sempre, oppure non è credibile mai», la sintesi del legale. L’udienza è stata rinviata per la sentenza al prossimo 15 dicembre.

Corruzione a Lonate, Cassazione accoglie il ricorso Liccati: si torna in Appello

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