Longhini (FI) a Saronno “sfila” Azzi. A Castellanza: «Lista? Dipende da FdI»

simone longhini
Simone Longhini

VARESE – E’ tutto un fare e disfare: metti un candidato, togli un candidato. E alla fine a Saronno sul tavolo ci sono tre nomi. Anzi due. Entrambi di Forza Italia. «Anselmo e Miglino»,  dice Simone Longhini, segretario provinciale forzista. E Azzi, “bocciato” da Cassani e “riabilitato” da Pellicini? «Per il momento non ho avuto modo di confrontarmi con lui», taglia corto Longhini. Ma la sorpresa arriva su Castellanza, come si potrà leggere nell’intervista.

Simone Longhini, i Comuni al voto sono solo tre. E per fortuna, verrebbe da dire vista la confusione che ancora c’è sui nomi da candidare nel centrodestra. Non crede?
«Non c’è confusione. I partiti del centrodestra stanno ragionando per trovare la miglior soluzione da mettere in campo a disposizione dell’elettorato».

Va bene, ma intanto a Saronno ci sono tre nomi, tutti di Forza Italia. Nessuno dei tre però mette d’accordo i forzisti e neppure i partiti alleati. Come se ne esce?
«I nostri nomi sul tavolo sono due e sono entrambi di persone valide, conosciute e stimate. Un uomo e una donna. Giuseppe Anselmo, commissario cittadino e responsabile organizzativo nel provinciale, è una persona conosciuta in città per il suo impegno nel mondo del sociale e dell’associazionismo. L’altro nome è quello di Maria Assunta Miglino, già commissario cittadino di Forza Italia e con una buona esperienza amministrativa. Miglino poi ha sempre lavorato per tenere unita la coalizione».

Anche Rienzo Azzi è di Forza Italia. Quindi non lo sostenete?
«Azzi è una persona di assoluto valore e di grande esperienza. Però non mi sono confrontato con lui e non so quali intenzioni abbia».

Insomma, dalle sue parole sembrate orientati a portare avanti il nome di Maria Assunta Miglino. E’ così?
«Diciamo che sarebbe suggestivo vedere a Saronno una sfida tutta al femminile».

Dopo Novella Ciceroni per Obiettivo Saronno date per scontata la candidatura di Ilaria Pagani per il centrosinistra?
«Non diamo nulla per scontato. Soprattutto se si tratta di decisioni altrui, ma da quello che leggo e sento pare che la direzione sia questa».

Senza Azzi candidato non teme il rischio spaccatura con una parte di Forza Italia pronta ad allearsi al PD, magari per il ballottaggio, come in Provincia?
«Assolutamente no. Il modello Provincia non è replicabile a Saronno e in nessun’altra grande città della provincia di Varese».

Passiamo a Castellanza. Non si capisce da che parte sta Forza Italia: con il Fratello Lista o con il civico Pagani?
«Detto che anche qui l’obiettivo è avere un centrodestra unito, dico che qualora Fratelli d’Italia proponesse in maniera forte il nome di Luciano Lista noi non avremmo alcuna remora nel sostenerlo».

Quell’ “in maniera forte” lascia intendere che a oggi quella di Lista è una candidatura ancora debole. E’ così?
«Io dico semplicemente che la palla è nelle mani di Fratelli d’Italia».

Longhini, sarà anche tempo di ragionamenti, ma non c’è un cerchio che quadra. Nemmeno ad Arcisate. Come mai?
«Qui la situazione è differente. C’è stata la caduta dell’amministrazione e ci sono situazioni locali da risolvere. Io ho chiesto al centrodestra locale, ai nostri referenti e a quelli della Lega in particolare, di sedersi attorno a un tavolo, confrontarsi e trovare una sintesi. Vediamo cosa viene fuori dall’incontro».

Elezioni sempre più vicine, ma per ora alto mare?
«C’è poco tempo, ma Forza Italia è pronta».

Anche a rinunciare a qualche posizione?
«Ricordo che noi non abbiamo mai imposto un candidato ai nostri alleati e che sul tavolo abbiamo espresso figure di rilievo e che reputiamo essere quelle giuste per vincere nei comuni al voto».

Intanto si è aperta la stagione dei congressi. Come sta andando?
«Abbiamo aumentato gli iscritti e abbiamo militanti in quasi 100 comuni della nostra provincia. I congressi? Un bel momento di dibattito interno e di partecipazione».

A parole, perché nei fatti pare che il diktat sia azzerare gli eventuali “scontri” interni prima del congresso per arrivare a una fusione a freddo della candidatura unica. Anche nelle piazze al momento più calde come ad esempio Gallarate e Busto. E’ così? 
«Porto l’esempio di Marnate. Qui in corsa c’erano il sindaco e storico forzista Marco Scazzosi e quello che alle elezioni di 8 mesi fa era il suo diretto competitor Luca Vergani, da poco entrato in Forza Italia. Nessuno dei due ha fatto un passo indietro, ma entrambi ne hanno fatto uno nella direzione del partito e riconosciuto di poter lavorare sotto il medesimo tetto di partito. E questo credo sia un valore e spero un esempio per altre realtà».

Altre realtà dove si litiga. Ci scusi Longhini, con tutto il rispetto per il comune da lei citato qui sopra, ma Marnate non è Gallarate, per peso politico sia chiaro. Quindi?
«Se ci sono tesi congressuali differenti al momento del congresso non vedo alcun problema. Siamo un partito aperto anche al dibattito interno. Ed è proprio questa apertura che forse ci sta permettendo di crescere. Lo ripeto, negli ultimi giorni abbiamo acquisito tre nuovi consiglieri, oltre a Marnate anche due a Cardano. Sono convinto che ogni situazione congressuale troverà, alla fine, il giusto sbocco».

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