Uccise il padre adottivo a Luino, dal Tribunale nuova perizia psichiatrica

tribunale di varese

VARESE – Una nuova perizia psichiatrica per accertare le condizioni di Ammanuel Francesco Rezzonico al momento dell’omicidio del padre adottivo. È quanto ha disposto la Corte d’Assise di Varese nel processo a carico del 25enne, accusato di aver ucciso Boris Rezzonico, 57 anni, il 6 luglio 2025 nell’abitazione di famiglia a Luino. L’accertamento dovrà approfondire, in particolare, le condizioni psichiche dell’imputato e la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

L’omicidio

Il delitto è avvenuto nella serata del 6 luglio 2025 in un’abitazione di via Vittorio Veneto, a Luino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra padre e figlio sarebbe scoppiata una lite. Rezzonico avrebbe quindi impugnato un coltello da cucina e colpito il padre con un unico fendente. La lama raggiunse il cuore del 57enne, che morì sul posto. L’autopsia ha stabilito che la vittima è stata uccisa da una sola coltellata.

Madre e fratello presenti

Alla scena, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero assistito anche la madre e il fratello minoredell’imputato. Il fratello avrebbe cercato di prestare soccorso al padre e successivamente sarebbe riuscito a inseguire e bloccare il 25enne, che si era allontanato dall’abitazione. Anche la madre, secondo la ricostruzione, sarebbe stata minacciata con il coltello.

Le dichiarazioni

Rezzonico aveva ammesso sin dalle prime fasi dell’inchiesta di aver colpito il padre. Agli investigatori e al pubblico ministero, secondo quanto riferito, aveva risposto alla domanda sul motivo dell’aggressione: «L’ho ucciso perché lo meritava». Successivamente, durante l’udienza di convalida del fermo, si era avvalso della facoltà di non rispondere, confermando quanto già dichiarato.

Gli accertamenti

Sul caso erano già stati disposti accertamenti psichiatrici nella fase dell’incidente probatorio. Nel febbraio scorso il gip aveva affidato alla psichiatra Maria Teresa Ferla una perizia per valutare le condizioni del giovane, l’esame aveva stabilito la semi infermità a carico del ragazzo. La Corte d’Assise ha ora disposto un nuovo approfondimento, che entrerà nel quadro degli elementi da valutare nel processo.

Il movente

Tra gli aspetti al centro dell’inchiesta c’è anche il movente dell’omicidio. Nelle ricostruzioni investigative sono emersi dissidi familiari e una situazione di tensione all’interno della famiglia. Era stata inoltre presa in considerazione una possibile componente legata a una delusione sentimentale.

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