Luino, Pellicini al lavoro sugli equilibri di giunta. Consiglio 11 giugno

Pellcini e dall'alto in basso: Liardo, Compagnoni e Casali

LUINO – Primo consiglio comunale giovedì 11 giugno e le nomine degli assessori un paio di giorni prima, attorno mercoledì di settimana prossima. Ma, da qui a là, ne deve ancora scorrere di acqua sotto i ponti.

Andrea Pellicini potrebbe chiudere la partita in due minuti rispettando alla lettera gli accordi presi prima del voto. Ma a quanto pare non è così semplice e mister preferenze, ovvero Franco Compagnoni, utilissimo in fase di voto, oggi ha raggiunto una dimensione politica importante e… ingombrante. Che non può essere ignorata per rispetto degli elettori.

Il mercato di Luino

A Franco Compagnoni, nell’ordine, gli hanno promesso: una candidatura alle regionali nel 2028 e, fresca fresca, la presidenza della Comunità Montana Valli del Verbano. Due ipotesi, è evidente, che assomigliano a quelle offerte strillatissime che promettono affari a prezzi talmente allettanti che subito capisce che dietro c’è la fregatura. Perché? Beh, le regionali ci saranno – se i tempi vengono rispettati – tra un paio d’anni e poi la lista di Fratelli d’Italia sarà altamente concorrenziale (Francesca Caruso, Emanuele Antonelli, Luigi Zocchi, Romana Dell’Erba, giusto per citare i nomi al momento più gettonati) e l’eventuale elezione potrebbe trasformarsi in una lotta fratricida, nella quale non è detto che Compagnoni voglia infilare. Ma anche la presidenza della Comunità montana suona come una patacca: il presidente a oggi è Castoldi, leghista e questo vorrebbe dire di nuovo rompere… le uova in casa del Carroccio. Insomma discorso aperto, del resto c’è ancora un mercoledì – il prossimo – di mercato. Stiamo a vedere cosa verrà offerto al banco della politica luinese. Da quel che si può sapere è che Franco Compagnoni al momento non arretra, forte del consenso elettorale che non può essere mortificato.

Le carte sul tavolo del sindaco

Andrea Pellicini è rientrato dagli impegni romani e sul tavolo, in questo momento, ha una Lega che vuole il rispetto alla lettera (con tanto di puntini sulle i) dell’accordo pre-elettorale.

In casa Carroccio dicono – più o meno -: “Non tocca a noi dover rinunciare a un posto per dare spazio a Franco Compagnoni”. Accanto alla posizione leghista ci sono i primi lamenti di Lombardia Ideale, che dicono: “Se si devono rivedere gli accordi per Compagnoni, si deve riconsiderare anche la nostra posizione, visto che abbiamo eletto due consiglieri su due e con un ottimo risultato di preferenze”. Quatta quatta anche in Forza Italia c’è chi inizia a fare qualche riflessione del tipo: “Compagnoni e Casali in corsa per il vicesindaco? Tra i due litiganti potrebbe godere il terzo, ovvero un forzista. Anzi una forzista che risponde al nome di Roberta Longhi (eletta con un buon numero di preferenze ndr)”. E infine c’è anche il partito del sindaco che si chiede: “Alla fine tutti rivendicano qualcosa, ma a conti fatti, quanti sono davvero gli uomini di partito dentro la futura giunta e in consiglio?”, domanda che nasconde il timore e il rischio di un Pellicini forte di suo, ma con pochi uomini quando si dovrà poi votare. Il gruppone Lega – Lombardia Italia un po’ fa riflettere.

Fibrilla l’asse Liardo-Gobbato

Insomma un bel rompicapo. Dove, domina silenziosa – manco fosse un moloch – la figura di Vincenzo Liardo, assessore esterno, si dice uomo forte e di fiducia del sindaco, qualora dovesse entrare in giunta con delega al Bilancio e pronto a mettere in moto l’asse con il forzista Gobbato. Ed è qui che qualcuno sussurra: “Tutto questo cinema per garantire un esterno? Si faccia una giunta di soli eletti e la quadra si trova in due minuti“. Ma per la politica italiana, si sa, il problema è sempre più complicato della soluzione più scontata.

Luino Pellicini giunta – MALPENSA24
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