LUINO – Non condivide la proposta di dare un nome al Teatro Sociale di Luino. E a maggior ragione se verrà battezzato in ricordo di Franca Rame. «Ma se quest’amministrazione proprio vuole farlo, posso condividere Dario Fo. Che almeno aveva un legame con la città». È critico – anzi molto critico – il deputato, già sindaco e attualmente consigliere comunale Andrea Pellicini (Fratelli d’Italia).
Il teatro della gente
Pellicini prende posizione. «Mi compiaccio – spiega – nell’apprendere che il Comune arriverà all’acquisizione del Teatro Sociale, completando un percorso iniziato nel mio secondo mandato dall’assessore Dario Sgarbi». Anche se «non sono d’accordo sulla proposta di intitolazione». Il motivo: «Il nostro teatro, voluto a fine Ottocento dalla società operativa di Mutuo Soccorso, è già intitolato al “Sociale”, cioè al popolo. In particolare ai lavoratori, fu realizzato per essere il teatro della gente di Luino». Insomma, dice Pellicini, «trovo l’intitolazione non solo superflua, ma non in linea con la tradizione del nostro teatro».
No a Franca Rame
Ma non respinge completamente la proposta. «Posso al limite condividere, in via subordinata, l’intitolazione a Dario Fo, premio Nobel che visse per molto tempo a Luino e la cui famiglia ha avuto profonde radici nell’ identità locale, a partire dalla nostra storica ferrovia», precisa. «Ma non comprendo affatto l’estensione dell’omaggio a Franca Rame – sicuramente un’artista di valore – che con Luino ha poco a che fare». E aggiunge: «A me sembra di vedere in questa dedica la volontà della giunta di dare un connotato politico alla scelta, essendo stata Franca Rame forse la massima animatrice di “Soccorso Rosso”, struttura organizzativa che si occupava della difesa e del sostegno dei militanti della sinistra extraparlamentare finiti in carcere». Non solo, prosegue: «Franca Rame arrivò anche a scrivere al presidente della Repubblica a difesa di Achille Lollo, accusato e poi condannato per il rogo di Primavalle, in cui militanti di Potere Operaio diedero fuoco alla casa del segretario del Movimento Sociale, Mario Mattei, provocando la morte di Virgilio e Stefano Mattei, di 22 e 10 anni». Ecco perché «invito sindaco e giunta a ripensare al proprio proposito: possiamo anche ragionare insieme su Fo, illustre nostro concittadino. Ma fermiamoci lì».
