«Macchi burattinaio, a Samarate tiene in piedi il baraccone della maggioranza»

Samarate sindaco assessore Sanfelice

Se non fosse che non vorrei mancare di rispetto, proprio nel ventennale della scomparsa, a quel grande artista qual è stato l’inventore della sceneggiata napoletana, Mario Merola (può piacere o meno, ma ha segnato la storia dello spettacolo italiano e non solo) potrei tranquillamente paragonare il presidente del consiglio comunale di Samarate, Macchi, a questa singolare figura di attore e cantante.
Le origini napoletane di mio padre mi aiutano ad apprezzare il genere musical-teatrale citato, ma, anche, altresì a fare una triste comparazione tra i grandi successi portati sul palcoscenico da Merola con la scarsa e farsesca qualità dello spettacolo samaratese e del suo regista.
Le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici, Cariglino, espressione del partito di Macchi, accompagnate dalla denuncia di una grave mancanza di “regole d’ingaggio basate su condivisone reale e rispetto reciproco”, sono l’ennesima riprova di quanto ho appena detto.
Macchi, va ricordato, è di fatto (e da due anni a questa parte non passa giorno che non lo dimostri) il commissario del sindaco e della maggioranza, che tiene in pugno e condiziona, grazie ai suoi consiglieri indispensabili a far andare avanti il baraccone messo in piedi al ballottaggio del 2024.
Macchi vorrebbe fare il burattinaio a 360 gradi, ma non sempre gli è possibile, anche perché qualche volta il sindaco Ferrazzi dà (pochi) segnali di vita e reclama autonomia decisionale.
La vicenda Cariglino è l’ultima figlia della sceneggiata napoletana messa in piazza a febbraio scorso con la litigata pubblica e di piazza tra Macchi e Ferrazzi, che per primo pubblicizzai e che i maldestri tentativi di smentita fatti dai due protagonisti (“stavamo scherzando; era un gioco”) non hanno fatto che confermare in pieno.
Le vicende che sono seguite ne sono state la riprova.
Da febbraio 2026, con il citato diverbio pubblico, e poi con il successivo caso, anch’esso devastante per i rapporti interni alla maggioranza, legato alla ipotesi di riscatto comunale di quattordici appartamenti da dedicare a edilizia sociale all’interno del complesso di via Locarno a Verghera, tutto è andato sempre più in degrado nei rapporti tra i compagni (quelli civici e quelli di sinistra) che tengono in piedi la giunta samaratese (e non vorrei si dimenticasse, oltre a loro, il decisivo, strategico e fondamentale apporto alla qualità della azione amministrativa che continua generosamente a darci, e senza pubblicare i redditi, l’assessore dei 5 stelle, il mai troppo citato, Sozzi ).
Anche nel caso degli appartamenti di Verghera (una grande occasione persa, peraltro in totale contrasto con la linea politica nazionale dei dem, portata avanti e formalizzata in documenti di partito dalla Schlein!) si è notata sui media e sui social una corsa dei cosiddetti alleati, Macchi, Ferrazzi con l’aggiunta, questa volta, anche del PD ( quello che dovrebbe essere il partito guida, l’architrave della maggioranza, ma che, in realtà, è un comprimario di secondo livello, già ben soddisfatto di fare un inaspettato giro di giostra al governo cittadino, anche se in posizione subordinata e al carro del vero decisore) a minimizzare e ad affermare in pubblico amore e condivisone di linea e strategia.
Il caso delle dimissioni con annessa porta sbattuta da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici, Cariglino, dimostra tutto l’amore, tutta la concordia e tutta la grande condivisone di strategia realmente esistenti.
D’altra parte, una politica ridotta a sceneggiata, in un contesto dove le scelte vengono discusse, litigate e decise nel triangolo d’oro di Piazza Italia a Samarate, davanti a qualche aperitivo alcolico e non alcolico, e a qualche salatino, tra il circolo, il ciabattino e il bar pasticceria, non può che portare alla miseria amministrativa di cui i cittadini samaratesi sono vittime e testimoni.
A tal proposito, passando dalla saggezza napoletana del mio papà con cui ho iniziato il mio intervento, a quella cremonese della mia mamma, mi viene naturale citare una massima che lei era solita ripetermi e che qui trascrivo di seguito: “Se litigo con una persona ho incontrato uno stupido. Se litigo con due persone ho incontrato due stupidi. Ma se litigo con tre persone non è che, forse, lo stupido sono io?”
Forse chi ha litigato pesantemente con tutti e tre gli ultimi Sindaci, a partire da Tarantino (con relativa cacciata dal ruolo assessorile; oppure, per usare altri termini, con relative “dimissioni forzate”, primo e unico caso nella storia politica samaratese), passando poi per Puricelli e terminando con Ferrazzi, questa domanda della mia mamma è giusto che se la ponga e che rifletta sulla possibile risposta.
Benché additato da qualche statista nostrano sui social come un “cattivo maestro”, non smetto con pazienza e determinazione di sottolineare come Samarate meriti ben più della pochezza politica e intellettuale di questi personaggi che calcano gli uffici della nostra amministrazione, i quali, inebriati dal piccolo potere che controllano, fanno e disfano, con poco rispetto per i cittadini.
Concludo, ritornando a Merola. Dopo la sceneggiata in piazza dell’inverno scorso, adesso ci è toccata la scena madre dell’assessore Cariglino, con i tanti articoli e richiami apparsi sui giornali, sui siti informativi online e sui social. Il comunicato di ieri della lista- partito di Macchi la dice lunga (oltre a mostrare la solita arroganza del tipo “l’assessore è mio e lo decido io, quando voglio io”, con una evidente ed esplicita mancanza di rispetto verso il sindaco che formalmente compone la sua giunta d’intesa con i partiti, ma anche con la sua testa e in autonomia) sulle prossime puntate che ci attendono di quel pessimo spettacolo allestito sul palcoscenico istituzionale di Samarate. A differenza, infatti, di Merola, i Nostri sono purtroppo dilettanti allo sbaraglio.
La sceneggiata, come è noto, si basa sul triangolo “isso, essa e ‘o malamente” (lui, lei e il mascalzone). Chissà come hanno concordato di dividersi i ruoli all’all’interno della maggioranza di Samarate?

Eliseo Sanfelice

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