MAGENTA – «La percezione della sicurezza nelle nostre città è un tema che accomuna tutti noi. Ci siamo già incontrati e abbiamo ricostituito, non solo per questo problema ma anche per altri, il tavolo dei 13 sindaci del Magentino che c’era una volta e stabilito insieme alcune iniziative importanti condivise». Così il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo sintetizza la conferenza indetta questa mattina, sabato 1° febbraio, nella sala consiliare di via Fornaroli (nella foto) sul tema della sicurezza nel territorio da sindaci e rappresentanti dei 13 comuni del Magentino: oltre a Magenta capofila, Arluno (rappresentato dal sindaco Alfio Colombo), Bareggio (dal vicesindaco Roberto Lonati), Boffalora sopra Ticino (vicesindaco Veronica Parmigiani), Casorezzo (sindaco Rossella Giola), Corbetta (vicesindaco Linda Giovannini), Marcallo con Casone (sindaco Fausto Coatti), Mesero (sindaco Davide Garavaglia), Ossona (sindaco Giovanni Venegoni), Robecco sul Naviglio (sindaco Fortunata Barni), Santo Stefano Ticino (sindaco Dario Tunesi), Sedriano (assessore alla sicurezza Enrico Rigo) e Vittuone (sindaco Laura Bonfadini). Amministrazioni di diverso colore politico, ha osservato Del Gobbo, ma che stanno agendo insieme «per affrontare una delle questioni più delicate che in realtà interessa tutti i territori».
Incontri con prefetto, Regione e Anci
Prima iniziativa in programma, l’incontro della prossima settimana con il prefetto di Milano «cui porteremo richieste concrete» ha spiegato Del Gobbo, ribadendo concetti a lui cari quali «molto spesso sul tema della sicurezza si specula un po’ tutti dal punto di vista politico, ma è un tema serio. È un tema che accomuna tutti i sindaci, riguarda purtroppo sia le grandi città che quelle più piccole e vede i sindaci in prima linea. Non può esistere il sindaco sceriffo e tutti noi facciamo quello che possiamo all’interno delle regole. Per questo siamo convinti che occorra iniziare anche a fare un’operazione verità, raccontare alla gente che cosa può fare o non può fare un sindaco, che cosa possono fare o non possono fare i nostri agenti della Polizia Locale che, lo ricordiamo, hanno competenze diverse rispetto a Carabinieri e Polizia di Stato. È necessario chiarire ai cittadini quali siano i poteri effettivi di un sindaco e della Polizia Locale per evitare aspettative irrealistiche».
Il primo cittadino di Magenta ha poi evidenziato che è stato chiesto un incontro anche all’assessore regionale alla sicurezza per vedere quali risorse possa mettere in campo Regione Lombardia per sostenere i Comuni del Patto locale per la sicurezza e che sul tema i sindaci chiederanno di incontrare il presidente nazionale di Anci. I rappresentanti dei diversi Comuni hanno poi illustrato le misure adottate nel proprio territorio. Molti, negli anni, hanno potenziato il sistema di telecamere di sicurezza e migliorato l’illuminazione pubblica, tuttavia tutti gli amministratori sono concordi nell’evidenziare che le telecamere da sole non risolvono il problema, ma siano solo uno strumento di deterrenza e supporto alle forze di polizia.
«Servono fondi dedicati e più severità»
Anche i programmi di controllo di vicinato attuati in diversi comuni magentini, coinvolgendo attivamente i cittadini nella segnalazione di situazioni sospette, hanno migliorato la percezione della sicurezza e reso i cittadini più consapevoli del loro ruolo nella prevenzione della criminalità, come pure il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni con programmi di sensibilizzazione e di educazione alla legalità. Tutti concordano sul fatto che oggi più che mai il tema della sicurezza non possa prescindere da implicazioni culturali e sociali forti. Gli amministratori locali hanno però anche evidenziato che, per quanto importanti siano le azioni messe in atto da ciascuno, solo l’unione e una visione comune e condivisa da portare, insieme a richieste concrete, presso le istituzioni più alte siano le soluzioni per affrontare al meglio il problema.
Fra le richieste che saranno avanzate al prefetto, l’aumento di agenti di polizia e carabinieri e maggiori risorse economiche: «I Comuni hanno bisogno di fondi dedicati per aumentare la sicurezza con la creazione di un capitolo di spesa separato per la Polizia Locale, in modo che il loro operato non sia vincolato ai bilanci comunali generali». Altro argomento, la certezza della pena: com’è stato sottolineato, il fenomeno della criminalità recidiva è un problema sentito, molti delinquenti vengono arrestati e rilasciati poco dopo, continuando a commettere reati; occorre quindi un intervento normativo per garantire che chi viene colto in flagrante non possa essere immediatamente rimesso in libertà. Infine, la standardizzazione dei software di videosorveglianza in un sistema unico per tutti i comuni, collegato direttamente alle forze di polizia, in modo da rendere più efficiente il monitoraggio del territorio.
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