Magenta, giunta alla ricerca di un medico per Pontevecchio. «Ma non è facile»

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MAGENTA – L’amministrazione comunale di Magenta ha ribadito ieri, martedì 4 marzo, il suo impegno nella ricerca di una soluzione all’assenza di un medico di base a Pontevecchio, dopo la sospensione del medico che aveva l’ambulatorio nella frazione. Come ha ricordato il sindaco Luca Del Gobbo «i medici di base sono liberi professionisti con convenzione con il Sistema sanitario nazionale e non dipendono dal sindaco, quindi il Comune non ha alcun potere di obbligare un medico a insediarsi in una specifica sede, né di assegnare direttamente un ambulatorio senza una procedura di gara pubblica».

Del Gobbo: «Falso che non ci siamo interessati»

Giampiero Chiodini assessore magentaDel Gobbo ha quindi ribadito che il problema è stato seguito dall’assessore al welfare Giampiero Chiodini (nella foto sopra) e dalla direzione della Asst Ovest Milanese grazie ad Angelamaria Sibilano, direttore del Distretto Magentino. «A Pontevecchio non abbiamo stabili idonei da destinare ad ambulatorio medico – ha precisato il primo cittadino – e, anche qualora li avessimo, dovremmo seguire una gara pubblica per la loro assegnazione. Non si possono prendere in giro i cittadini, occorre dire la verità, non dare informazioni false» ha aggiunto in risposta alle accuse di una parte politica secondo cui l’amministrazione non avrebbe affrontato la questione.

Chiodini: «Ambulatorio nella frazione scelta volontaria»

Da parte sua, l’assessore Chiodini ha confermato che la vicenda è stata seguita con la massima attenzione. «Abbiamo lavorato in stretta collaborazione con la Asst per individuare soluzioni concrete, ma la principale difficoltà è reperire un medico disponibile». Secondo quanto ha spiegato, l’ambulatorio di Pontevecchio non è mai stato un servizio garantito di diritto, ma una scelta autonoma del precedente medico, che aveva deciso di affiancare all’ambulatorio principale, sito a Marcallo, una sede aggiuntiva nella frazione. «Non esiste un vincolo – ha spiegato Chiodini – per cui ogni frazione debba avere un proprio ambulatorio, né un obbligo per un medico di base di stabilire un presidio in una specifica località. Ogni medico sceglie autonomamente se e dove aprire un ulteriore ambulatorio, valutando disponibilità di spazi e sostenibilità economica».

Il locale in cui operava il precedente medico è di proprietà privata e un ipotetico nuovo medico ha la facoltà di accettare o meno le condizioni contrattuali imposte dal proprietario. «Il Comune non può intervenire su accordi tra privati – ha puntualizzato Chiodini – Se un medico decidesse di aprire un nuovo ambulatorio a Pontevecchio, dovrebbe individuare autonomamente uno spazio idoneo e stipulare un contratto di locazione con il proprietario. Non trascuriamo le difficoltà dei cittadini di Pontevecchio, soprattutto della popolazione più anziana. Continueremo a lavorare per trovare una soluzione che sia davvero favorevole alla popolazione, ma è chiaro che prima di tutto deve esserci una disponibilità dei medici di base di aprire un ambulatorio lì».

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