Malnate, ballottaggio Damiani Cannito: è caccia al voto trasversale

Sandro Damiani e Nadia Cannito

MALNATE – Caccia al voto. Conto alla rovescia per il ballottaggio tra Sandro Damiani e Nadia Cannito e con le coalizioni ancora in gioco che non hanno chiuso nessun apparentamento ufficiale. Anche se i contatti non sono mancati. Naufragati.

E così Cassina e Bellifemine potranno giocare una partita decisiva senza avere le mani legate e i loro elettorati decidere chi sarà il vincitore. Magari togliendosi qualche sassolino (macigno) nel segreto dell’urna.

Posta troppo alta

I contatti tra i candidati ancora in campo e quelli ormai fuori dai giochi ci sono stati. Ma da quanto si dice o le richieste considerate troppo onerose da soddisfare, oppure gli approcci per intavolare il dialogo sono stati sbagliati e hanno fatto naufragare ogni tentativo di accordo in vista del ballottaggio. Segno, forse, che sia Damiani sia Cannito hanno qualche certezza di vincere senza alleanze ufficiali.

Da soli non si vince

Ma una cosa certa: servono alleati anche dell’ultima ora; serve anche il voto di chi, in una situazione normale (e a Malnate in questo momento non sia una situazione politicamente canonica) avrebbe votato da tutt’alta parte. E così, raccontano, in campo ci sono i cacciatori di voti, quelli che stanno contattando persone in grado di portare acqua anche al di fuori dei propri confini politici.

Raccontano nella metà campo di Damiani che Paola Cassina, una volta contattata (informalmente) abbia messo sul tavolo una proposta inaccettabile. C’è chi dice che abbia chiesto, oltre che ruoli anche “la testa” di coloro che non l’avrebbero voluta candidata sindaco. Esagerazioni? Forse. Il risultato è il nulla di fatto, quindi se non tutto, qualcosa di vero ci dovrà pur essere.

Non che in zona Partito Democratico sia andata meglio. I contatti con Irene Bellifemine, dicono, pare li abbiamo presi diversi esponenti dem, ma mai Nadia Cannito in persona. Forse perché l’ultimo dibattito pubblico ha lacerato ulteriormente i rapporti tra le due “amiche (prima) nemiche politiche (ora)”. Passaggio probabilmente auspicabile per un chiarimento definitivo, ma che resta nel mondo del periodo ipotetico. La realtà dice che Bellifemine lascerà libera coscienza nell’urna del ballottaggio.

Come un Viet-nam

E così il campo è ormai un vero e proprio Viet-nam: si va a caccia dei singoli voti, senza badare troppo ai confini politici, come se si stesse cercando di conquistare le preferenze sul singolo candidato e non l’appoggio politico di un blocco su un progetto di cinque anni. Strategia che potrebbe portare benefici a breve a chi ne metterà nella propria bisaccia uno in più degli avversari, ma che vista in prospettiva amministrativa in qualche modo segnerà e graverà sul sindaco che dovrà affrontare il prossimo mandato. Ma questa è Malnate, bellezza.

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