MALPENSA – Tutti condannati per il furto del trolley contenente i gioielli della moglie di Fabio Capello, messo a segno a Malpensa nel giugno del 2017. Nel bagaglio erano contenuti preziosi per oltre 240mila euro tra orologi e bracciali Cartier, gioielli in platino e diamanti, un anello di Bucellati, collane di perle, due IPhone, un Apple watch e persino un Buddha in corallo.
Tutti condannati
Oggi, martedì 10 febbraio, il giudice del tribunale di Busti Arsizio Roberto Falessi, accogliendo le richieste del pubblico ministero Laura Martello, ha condannato a pene comprese tra i 2 anni e 6 mesi e i tre anni gli ultimi quattro indagati, tutti accusati di aver ricettato i gioielli della moglie dell’ex mister di Milan, Juve e Real Madrid. In tutto l’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Gallarate, e coordinata dal pubblico ministero Nadia Calcaterra, portò all’individuazione di sette persone, tutti italiani, coinvolti a vario titolo nel furto del prezioso trolley prima e nella ricettazione del bottino poi.
Via gioielli per 240mila euro
Secondo quanto ricostruito Capello (che venne in tribunale a Busto a testimoniare) e signora dimenticarono il trolley da migliaia di euro su un marciapiede di Malpensa di ritorno dalla Germania. Quando l’ex mister se ne accorse, ormai su un taxi diretto verso Lugano, chiamò immediatamente in aeroporto, ma ormai era troppo tardi. Pochi istanti dopo la partenza del taxi in direzione Svizzera il bagaglio venne infatti prelevato dal dipendente di un parking che, insieme al suo titolare, lo aprì in azienda. Trovandosi davanti a un vero e proprio tesoro e attrezzandosi per riuscire a piazzarlo.
Tutti condannati
Capello, nel frattempo, aveva sporto denuncia. Gli inquirenti partendo dalle immagini di videosorveglianza dell’aeroporto riuscirono a ricostruire l’intera filiera. Gli autori del furto avevano scelto riti alternativi: il dipendente ha patteggiato a 5 mesi, mentre il titolare del parking – accusato anche di aver rubato un’auto custodita nel suo stesso parcheggio – è stato condannato a un anno e 600 euro di multa con rito abbreviato. La posizione di un quinto ricettatore è stata stralciata a Novara per competenza territoriale. I quattro restanti imputati per aver rivenduto il bottino sono stati condannati oggi in primo grado.
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