MALPENSA – Il rapporto costi-benefici realizzato nel 2017 dal Politecnico di Milano, quando il progetto era ancora sulla carta, lo diceva espressamente: senza il potenziamento della ferrovia sull’asse Gallarate-Rho, il collegamento ferroviario che unisce l’aeroporto di Malpensa alla Città dei Due Galli sarebbe stato un errore. I primi orari sulla nuova tratta, pubblicati da Trenord con decorrenza dal prossimo 23 gennaio, dimostrano 8 anni dopo che quello studio aveva ragione.
In una sola direzione
Ciò che balza all’occhio, infatti, è che Gallarate diventerà capolinea per i treni provenienti da Malpensa. Ciò significa che i convogli in arrivo da Milano con destinazione aeroporto non percorreranno la nuova infrastruttura che attraversa la brughiera di Casorate Sempione, ma continueranno a fare il “giro largo” di sempre, ovvero passando dalla stazione Nord di Busto Arsizio e poi da Lonate-Ferno. Nessun risparmio di tempo, dunque, nei collegamenti tra il capoluogo lombardo e il suo aeroporto intercontinentale. Il nuovo doppio binario verrà utilizzato – almeno per il momento – in un’unica direzione, ovvero soltanto per collegare in 8 minuti la città di Gallarate a Malpensa.
Le polemiche
I nuovi orari hanno scatenato sui social le polemiche da parte di chi, quell’opera, l’ha sempre osteggiata. Tra questi l’ambientalista Jimmy Pasin del Comitato “Sopravvivere a Malpensa”: «Tenendo conto che si sono spesi 250 milioni di euro (più quelli che costerà ogni anno la gestione di quel tratto) e che hanno distrutto una brughiera per far risparmiare un po’ di tempo a quei viaggiatori che, abitando a Gallarate (50.000 residenti), vogliono raggiungere Malpensa in treno, ho provato a verificare, tramite la lettura degli orari, quanto impiega oggi un residente di Milano (1.500.000 residenti) a raggiungere l’aeroporto in treno e quanto ci impiegherà il 23 febbraio del prossimo anno, con il nuovo fantastico collegamento. Quello che leggo sui siti delle compagnie ferroviarie è abbastanza chiaro: 53 minuti oggi e 53 minuti il 23 febbraio del 2026». E ancora: «Se pensiamo che quei lavori sono stati fatti per far risparmiare 16 minuti ai cittadini di Gallarate, allora capiamo cosa vuol dire la parola “spreco”».
In ottica futura
Se la prima programmazione delle corse sembra aver in parte deluso anche chi il collegamento T2-Gallarate l’ha sempre sostenuto, è in ottica futura che la nuova opera deve essere vista. Tra tre anni, quando dovrebbe cominciare a entrare in funzione il raddoppio della linea Rho-Parabiago, secondo gli esperti si potrebbe spostare il Milano-Malpensa sulla linea del Sempione con cadenza di almeno mezz’ora senza sovraccaricare la linea, facendo risparmiare per chi arriva da Centrale 5 minuti rispetto a oggi per chi scende al T1 e ben 20 minuti per chi è diretto al T2. La svolta – ovvero portare tutti i Malpensa Express sulla linea più veloce – potrebbe avvenire soltanto con il triplicamento della tratta Parabiago-Gallarate, ma attualmente è ancora in fase di progettazione e non si intravede un orizzonte temporale nel breve periodo per la sua realizzazione.
Non bisogna dimenticare infine che il collegamento Malpensa-Linea del Sempione prevede anche il raccordo verso nord (l’attivazione è prevista nel 2028) che consentirà di raggiungere l’aeroporto anche per chi proviene dal lago Maggiore, da Domodossola e dal Canton Vallese della Svizzera. Numeri di utenza che saranno irrisori, dicono da anni i Comitati sventolando i dati dello Studio di Impatto Ambientale presentato dagli stessi progettisti. Ma per sapere chi avrà ragione, bisognerà attendere tre anni.
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